Sostegno alle vittime di usura, il dibattito in consiglio comunale

SANTENA – 28 dicembre 2008 – “Mozione relativa al sostegno alle vittime di usura”: questo il 17esimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale riunito il 22 dicembre scorso. Dopo ampia discussione la mozione è stata ritirata; per il prossimo consiglio maggioranza e minoranza si sono impegnate ad arrivare con una mozione comune da approvare all’unanimità. Di seguito l’ampio dibattito del consiglio. E’ lungo, ma vale la pena di darci un’occhiatina per capire cosa pensa attorno al tema dell’usura a Santena la classe politica cittadina.

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La discussione è iniziata con Santino Cascella, presidente del consiglio comunale, che ha letto la mozione presentata dai tre gruppi di opposizione il 30 settembre scorso e firmata da tutti sette i consiglieri di minoranza: Bruno Ferragatta, Domenico Galizio, Roberto Ansaldi, Massimiliano Miano, Cetty Siciliano, Tommaso Elia e Ilario Martini.

Di seguito il testo della mozione.

Sostegno alle vittime di usura

Considerato che

–l’usura rappresenta fatturati da capogiro, circa 600.000 vittime, più di 30 milioni di euro di prestiti iniziali che facilmente si possono moltiplicare per sei e per sette volte, un esercito costituito da 40.000 usurai e decine di migliaia di imprenditori e di famiglie coinvolte annualmente;

–il fenomeno si accompagna ad altri reati come l’estorsione, la violenza, il riciclaggio del denaro sporco, compiuti da criminali più o meno organizzati;

–il fenomeno dell’usura, con il suo giro di affari e le numerose persone coinvolte, sia come vittime sia come autori del reato, si è presentato anche nella nostra Santena;

–il calo delle denunce mostra la crescente sfiducia dei cittadini nei confronti dello Stato, resa più acuta dal comportamento poco riconoscente delle istituzioni nei confronti di chi ha scelto di collaborare con la giustizia;

–l’attività estorsiva rappresenta una minaccia ai valori della sicurezza e della libertà, colpisce allo stesso tempo la sicurezza di una comunità, la sicurezza dell’attività economica del singolo, ma anche l’economia locale, con effetti distorsivi e di soffocamento;

–la mancata soluzione di questi problemi continua ad alimentare il riciclaggio del denaro sporco, con gravi conseguenze sullo sviluppo e sull’occupazione, nonché sulla sicurezza dei cittadini.

Preso atto che, localmente,

–il richiamo al fenomeno nelle dichiarazioni del parroco di Santena durante la pausa estiva, così come riportati dai giornali locali, ci obbliga a non sottovalutare un fenomeno che, pur augurandoci che non si presenti più, ci esorta ad un doveroso dialogo con i nostri concittadini affinché gli spettri del passato non si ripresentino;

–tra i nostri concittadini vi sono state delle vittime che presentano ancora oggi profonde ferite non più rimarginate.

Chiediamo al Sindaco e alla Giunta,

–di vigilare e adottare ogni mezzo affinché questa minaccia sia scongiurata per il presente ed in futuro ai nostri concittadini e che l’Amministrazione Comunale sia un riferimento sicuro ed affidabile per chi può essere anche solo sfiorato da simili situazioni

–di istituire, nel prossimo bilancio, un fondo di solidarietà per le vittime santenesi di usura come segno di impegno della Città ad affrontare il problema nell’ottica di una gestione condivisa e, quindi, aperta al territorio.

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Sin qui il testo letto da Cascella. Il primo che è intervenuto è Bruno Ferragatta, capogruppo dell’Unione Centrosinistra. Comincia a parlare ma poi si ferma perché il sindaco è uscito dall’aula per un bisogno fisiologico. Appena il primo cittadino rientra Ferragatta parte: “Sindaco, non riprenderò la lettera della mozione ma il suo spirito. E mi interessa sapere che cosa lei pensa. Io spero che mi ribadisca le frasi che ha dichiarato sui giornali e sarei già abbastanza soddisfatto. Noi ci troviamo in una situazione di un dispositivo della mozione in parte superato perché la mozione chiede un intervento sul bilancio comunale del 2009, che noi questa sera abbiamo già approvato senza che questo sia avvenuto. A questo punto vorrei fare un discorso più aperto e non solo legato al dispositivo, ma a un impegno che la nostra amministrazione potrebbe assumere in merito al tema dell’usura. La mozione nasce sostanzialmente da due fatti. Uno è legato a quanto il parroco ha detto e che è stato riportato dai giornali. Una richiesta che gli è stata rivolta da alcune persone in difficoltà che hanno chiesto aiuto. Un secondo rimanda alle vittime di usura di qualche anno fa con tanto di processo. Queste persone, attraverso un contatto diretto con il sottoscritto, hanno evidenziato che si trovano tuttora in una situazione molto complessa dal punto di vista esistenziale ed economico”.

Bruno Ferragatta ha continuato: “Allora, guardiamo indietro negli anni, tenendo presente la situazione reale, spero che tutti condividiamo, anche lei signor sindaco, che il malaffare dell’usura abbia contaminato in qualche misura anche la nostra Santena. E, soprattutto, abbia anche favorito un terreno fertile dal punto di vista culturale su questo tema. Occorre dire con chiarezza che nessuno ha diritto di sfruttare la disperazione altrui, nessuno, in nessun caso, mai. Quindi, questo principio vale anche per Santena dove questo fenomeno si è verificato, con tanto di storia che si porta dietro. Lei signor sindaco, in una delle interviste, ha dichiarato che nessuno si è fatto vivo da lei e quindi probabilmente il problema non esiste più. Ce lo auguriamo tutti che questo problema non ci sia più; perché sarebbe la ripetizione di un dramma. Ma la certezza, credo, non  l’abbiamo,  né noi che abbiamo scritto la mozione né lei che guida questa città. Quindi  riterrei doveroso che la nostra amministrazione facesse un passo avanti anche culturale rispetto a questo tema. Probabilmente certe situazioni, certi momenti, certe dichiarazioni sono state forse fraintese… ci siamo anche trovati a doverle  confrontare in ambiti esterni al consiglio comunale. Io do per buono ogni discorso che è stato fatto, però mi chiedo se non valga la pena a questo punto dissipare qualsiasi dubbio in merito a queste vicende che hanno sostanziato una parte della nostra città in un periodo storico e dire ai cittadini che chiunque volesse e avesse esigenza di poter affrontare questo tema troverebbe nell’amministrazione e nella sua persona una risposta ben precisa e inequivoca. Perché anche a me ha fatto male leggere certe lettere che sono andate ai giornali e non pubblicate nella loro interezza e che hanno in qualche modo frainteso la sua posizione. E allora è importante, magari con una lettera, stabilire questo contatto con la popolazione, dicendo che Santena, tutta l’amministrazione, vuole e crede che questa città debba essere una zona franca. Cioè non deve essere una zona che abbia ancora aperta questa ferita. E dichiariamo con forza che la nostra amministrazione deve essere una amministrazione capace di dialogare con i cittadini ed è fermamente contro qualunque atto criminale che può avere anche toccato la nostra città”.

E qui per capire occorre sapere che la lettera arrivata alla redazione del settimanale il mercoledì, e firmata “vittime disperate”, non è stata pubblicata interamente ed è saltata una parte del testo dove le vittime – replicando alle dichiarazioni del sindaco secondo il quale nessuna persona era andata in Comune a denunciare fatti di usura – spiegavano che mai e poi mai sarebbero andati a denunciare questi fatti sulla scrivania di chi, in campagna elettorale si era accompagnato con chi, proprio in passato, era stato condannato per usura.

A questo punto il sindaco Benny Nicotra ha interrotto Ferragatta e ha detto: “Lei mi stai dicendo che dobbiamo discolparsi da qualcosa? Vai avanti…”.

L’assessore Patrizia Borgarello aggiungeva ironicamente: “Sindaco non puoi intervenire perché solo Ferragatta può interpretare nel giusto modo quello che sta dicendo…”.

Santino Cascella ha affermato: “Facciamo finire Ferragatta, anche se non è che approvi quanto sta dicendo”.

Bruno Ferragatta ha continuato: “Grazie dell’attenzione. Allora, quello che io sto dicendo prende riferimento dal primo punto del dispositivo della mozione che dice di vigilare e adottare ogni mezzo perché questa minaccia sia scongiurata per il presente e il futuro ai nostri concittadini e che l’amministrazione comunale sia un riferimento sicuro e affidabile per chi può essere anche solo sfiorato da simili situazioni. Per quanto riguarda il secondo punto della mozione, in questo momento, mi rendo conto che sia difficile rimetterlo in gioco dopo che abbiamo appena approvato il bilancio per il 2009. Io chiedo al sindaco di intraprendere una iniziativa in cui emerga sostanzialmente questa attenzione della nostra amministrazione rispetto a qualsiasi situazione che potrebbe, anche lontanamente, riproporre eventi legati all’usura”.

Santino Cascella, come abitudine, ha chiosato l’intervento: “Va bene Ferragatta. Se qualcuno vuole, può dare risposta”.

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Ha chiesto la parola Benny Nicotra che ha detto: “Voglio fare un po’ di considerazioni a quanto ha detto il consigliere di minoranza Bruno Ferragatta. Primo, ha accennato che il nostro padre spirituale è venuto a conoscenza di tante famiglie, di diverse famiglie, toccate dall’usura. Stiamo parlando di usura, che è perseguibile penalmente e di conseguenza un consigliere anche se di minoranza a conoscenza di determinate cose le enuncia in un consiglio comunale… Cioè, questa è una cosa di una delicatezza tale perché bisogna dire nome e cognome, tranne che queste persone, questi poveracci l’abbiano espresso in un confessionale. E allora Ferragatta non poteva saperlo, perché il parroco non poteva neanche esprimerla. Per cui questo è il primo punto. Il secondo punto, molto meno delicato del primo è questo. Quando io sono venuto a conoscenza di cosa aveva detto don Nino, mi sono informato con don Nino e lui mi ha detto le stesse identiche cose che aveva riferito a un giornalista. E cioè che c’erano delle persone che avevano chiesto del denaro per poter pagare o l’affitto o delle bollette un po’ più elevate rispetto alla normalità. Non per niente al mercoledì io dichiarai le cose che ascoltai da don Nino ma che non ho nessuna difficoltà a dirle come le sto dicendo qui. Per cui non fu prendere sottogamba un problema di cui Ferragatta è informato, gli altri sono informati e, invece, il sindaco non è informato. Tutt’altro, perché noi ci siamo adoperati con immediatezza. Ben prima di una mozione arrivata dopo tre o quattro mesi da quello che il nostro padre spirituale della città ha detto per la festa patronale di San Lorenzo”.

Nicotra, con tono più alto del solito, ha aggiunto: “E io mi sono adoperato con immediatezza, ma non c’era nessuna famiglia che sia venuta da me a dirmi sono stata toccata da un evento molto delicato, perché avrei preso, le assicuro Ferragatta, avrei chiamato il segretario comunale, in qualità testimone e avrei provveduto in merito. Ma queste sono delle cose diverse da quanto lei sta dicendo e ha detto quando poi noi l’abbiamo richiamato. Non era soltanto quello che ho capito io, ma hanno capito così in diversi: lei sta dicendo che noi ci dobbiamo discolpare, come se noi fossimo colpevoli. Mi perdoni, ma sta scherzando? o sta dicendo delle castronerie e glielo dico pubblicamente. Come si permette di dire certe cose? Come se noi fossimo a diretto contatto con gli usurai, mi scusi il termine con questa gentaglia che si permette di fare certe cose. Ma sta scherzando? Io mi sentirò la registrazione e poi prenderò i miei dovuti provvedimenti. Non come avete fatto voi della minoranza con me in altri casi e poi vi siete nascosti dietro al dito e dietro alle interviste giornalistiche. Perché adesso veramente ne ho le scatole piene. Avete un comportamento distruttivo e non costruttivo. Elogiate, esprimete considerazioni esemplari, di attenzione, ma quale attenzione… voi vi fate pubblicità solo strumentale e politica. Della città non ve ne frega proprio niente, ma questo è un mio giudizio che ho constatato in un anno e mezzo che vi conosco…”.

Bruno Ferragatta, a microfono spento, dice al sindaco che sta un po’ esagerando.

Benny Nicotra, con tono sempre più teso, afferma: “Non ho finito Ferragatta, lei parla per ore e ore per le sue pisciatine, ora le lasci fare anche a me…”.

Bruno Ferragatta: “Sindaco usi un altro linguaggio…”.

Benny Nicotra, con movimenti degli arti superiori un po’ diversi dalla norma e la fronte corrugata, afferma: “Io detengo questo linguaggio e poi, anche secondo le lettere che mi scrivono dicono che manco di cultura, mentre lei un docente e qui abbiamo diversi docenti. Io tanto non mi arrabbio più; ormai sono di una freddezza tale. Ferragatta su di lei avevo delle buonissime considerazioni, vedevo lo spessore di una intelligenza anche politica, espressiva e costruttiva. Invece ho constatato che lei ha due pesi e due misure. I due pesi sono che mentre nelle varie commissioni si comporta con adeguatezza, costruttività, esemplarità, presenza, poi arriva in consiglio comunale e il comportamento si trasforma. Già abbiamo un suo consigliere che fa parte del suo gruppo (ndr fa riferimento a Ilario Martini) che va nella commissione proposta che si parla di edilizia privata dove dovrebbe dire cosa ne pensa per decidere insieme a tutta la commissione e invece non lo fa. Io leggo le relazioni delle commissioni è un mio dovere”.

Bruno Ferragatta, sempre fuori microfono, afferma che queste argomentazioni del sindaco sono fuori tema.

Il sindaco replica: “Mi consenta Ferragatta, io ho piena facoltà di parlare anche io. Per cui voi uscite sempre dal seminato e il sindaco non può uscire. Io vi ascolto qui da ore. Pensi cosa vuol dire per me ascoltarvi. Avete lavorato in commissione, conoscete tutte le delibere, parlate per ore e ore in consiglio e poi dite sempre che non approvate, raccontando a noi le vostre considerazioni. Non c’è una delibera che abbiate approvato. Anche questa sera il bilancio non l’avete approvato. Anche se è un bilancio esemplare, andate a vedere con quali criteri di attenzione è stato costruito per il contenimento dei costi. Niente, votate sempre contro. Per voi bisogna creare disinformazione, di continuo, ma ripeto i cittadini ci conoscono tutti, ve l’assicuro”.

Il sindaco ha continuato: “Per cui sull’affare dell’usura lei ha esternato delle considerazioni sul sindaco e sulla mia amministrazione: sono delle affermazioni molto pesanti dove io, domattina, la prima cosa mi vado a verificare la registrazione di quanto lei ha detto e la manderò direttamente a chi di competenza. Perché lei ha offeso questa amministrazione, dandogli di convivenza (no non è un errore, il sindaco ha proprio detto convivenza), con gli usurai o connivenza, ok? Perché non è soltanto quello che ho capito io, non per niente avevo subito messo il dito sul pulsante per poterle rispondere. E poi appena è stato ripreso ha cercato di rimediare. Perché in ognuno di noi c’è anche un minimo di dignità. E le cose che ha detto sono pesanti, sono molto delicate, sarà la stanchezza, saranno tante cose… Io con il padre spirituale della città ho avuto sempre uno stretto contatto sulla situazione dell’usura, ma nei riguardi di questa città usura io non ne ho mai sentito parlare, soprattutto dal parroco. Poi se lei vuole creare il caso per crearsi una pubblicità giornalista, per le elezioni provinciali, politiche e balle varie lo faccia pure, ma non usi la città per farsi la pubblicità. La smetta Ferragatta. La pubblicità si fa con dignità. Si fa con rispetto nei riguardi degli altri. E non usando un sistema dove le vostre accuse hanno creato delle situazioni spiacevoli a diversi di noi, poco simpatiche che poi ne parleremo e chi dovrà pagare paga, in un modo o nell’altro, c’è tempo per tutti…”.

Il sindaco ha proseguito così: “Abbiamo già un Corriere di Chieri che fa i giudizi, fa il magistrato, fa il pm e fa di tutto e io richiamerò di nuovo il signor Mario Grieco perché ha parlato e scritto di me delle cose molto delicate, poi vedremo. Io mi diverto a spendere dei soldi legali, lui si diverte a scrivere male di me. Ma ormai lo sa anche la città di Santena che il signor Mario Grieco non ha un filo diretto con il sindaco Nicotra. Ma continua il signor rimario Grieco a scrivere male di Nicotra. Ma non si fanno queste cose qua. La discriminazione è una cosa che prima o dopo diventa un boomerang. E sono i corsi e ricorsi della storia”.

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Ha quindi chiesto la parola Francesco Migliore, capogruppo della Lista delle Libertà per Nicotra Sindaco, che ha affermato: “Io volevo soltanto dire… visto che ricordo bene le parole che Ferragatta ha appena detto. E’ inutile che adesso cerchi di sminuire il problema. Voglio ricordare al sindaco quello che Ferragatta ha appena detto, me lo sono anche segnato. Ha detto che vuole trovare in questa amministrazione un punto di riferimento inequivocabile nel rifiutare e condannare certi comportamenti, e vuole che il sindaco e l’amministrazione siano un punto di riferimento e di aiuto per coloro che subiscono certe situazioni. Ciò, implicitamente, in maniera molto furba direi, significa che tu intendi accusare questa amministrazione di non avere condannato determinati comportamenti in passato. Questo lo dici tu, caro mio, questa è un affermazione gravissima, poco rispettosa…”

Bruno Ferragatta, interviene: “Migliore per favore mi dia del lei…”.

Francesco Migliore: “Mi chiedo come mai tutto questo scaldarsi. Io le do del lei e le faccio notare come in questo modo, ma da un anno e mezzo da questa parte voi state mancando di rispetto all’amministrazione, al sindaco e a tutti i cittadini che ci hanno votato e per cui voi a volte pretendete di parlare. Soltanto questo”.

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La parola è quindi passata a Domenico Galizio, capogruppo di Insieme per Santena: “Do il benvenuto al dottor Ferragatta nell’elenco di quelli che hanno sette in condotta, ci mancavi, francamente ci mancavi. Stasera, dal sindaco, abbiamo avuto le pagelle a fine corso. Io c’ero abituato, forse Ferragatta ti trovi un po’ a disagio, ma essendo in un consesso dove ci sono dei veterani benvenuto tra di noi. Detto questo io rilevo alcune cose. Rilevo che anche solo il sospetto che esista quanto detto dal parroco, e non solo da questo parroco, io sull’argomento ero abbastanza disinformato e dovendo affrontare questo argomento prima di sottoscrivere la mozione mi sono preparato, e ho avuto anche tempo perché prima di discutere la mozione è passato tanto tempo da quando l’abbiamo presentata. Mi sono documentato e quindi ho sentito chi poteva saperne qualcosa in proposito, naturalmente è un argomento che viene sempre detto a mezze parole, senza riferimenti – te lo dico ma non ti dico il nome e via dicendo – io qui non posso fare nomi né cognomi, ma sicuramente qualcuno mi ha confermato questa situazione qui. Non mi sono stati fatti nomi e cognome, intendiamoci, mi hanno però confermato che questa situazione qui esiste ed è di una certa entità. A fronte di un pericolo del genere io mi sarei aspettato che l’amministrazione comunale, non per discolparsi, ma per dare il giusto rilievo al fatto, avesse fatto tutto il possibile. Io non ho accuse da fare a nessuno, se le avessi andrei alla caserma dei carabinieri, però evidentemente se un parroco, che rappresenta tutta la comunità dal punto di vista spirituale, anzi due parroci, decide di tirare fuori il problema e se comunque in città se ne parla io avrei sentito l’esigenza di farne oggetto di dibattito e di chiarimento, senza che mi venisse neanche chiesto. L’avrei fatto perché ritengo che il problema sia comunque da rimarcare e non da minimizzare. Se in qualche modo dei cittadini hanno ritenuto di potersi rivolgere al parroco per parlare di questi fatti e non si sono rivolti agli organi più prettamente preposti, quali per la parte politica l’amministrazione e per la parte inquirente le forze dell’ordine e la magistratura, evidentemente sono in uno stato di intimidazione e soggezione. E d’altronde non si è mai visto – l’ho capito vedendo e leggendo i saggi – che quando si creano queste situazioni la prima condizione è quella dell’intimidazione, cioè del fatto che la gente, sia per paura, sia per necessità, sia perché minacciata direttamente, non parla e non dice. Di fatto il primo intervento che avrei fatto io come amministratore era quello di dare tutta l’evidenza del caso”.

Domenico Galizio ha aggiunto: “non avrei certo lasciato che una mozione rimanesse lì ferma per tre mesi. E non avrei lasciato che venisse discussa alla fine di un consiglio comunale di una certa pesantezza. Per cui io per primo, che penso di avere una certa sensibilità, mi ritengo quasi demotivato se non altro per stanchezza. Mi sarei sentito almeno di dare dei segnali di questo tipo qui, di tipo formale, ma anche sostanziale. Perché l’istituzione di un capitolo nel bilancio nulla noceva e dimostrava un’attenzione verso l’ipotesi del problema, nulla nuoceva nell’ottica della banca etica che si è detto in sede di votazione di bilancio essere uno strumento utile per aiutare situazioni difficili. Si poteva usare anche lo stesso criterio per questo tipo di situazione qui perché evidentemente gente in difficoltà rispetto all’usura ha bisogno di avere delle certezze di questo tipo. Invece la maggioranza ha già cassato metà del dispositivo della mozione, approvando il bilancio non senza tenere conto delle nostre richieste e, probabilmente, anche l’altra metà verrà cassata e quindi questa mozione finirà in gloria, come tutte le precedenti”.

Domenico Galizio, mette mano ad alcuni fogli che aveva davanti e afferma: “Io non volevo farlo questa sera, perché ritenevo che c’era il bilancio di mezzo da discutere e molti altri punti. Pensavo non ci fosse spazio, ma a questo punto, visto che proprio il sindaco ha richiamato l’argomento e visto che il consigliere Migliore ha riespresso la sua indignazione rispetto a certe cose vi do notizia che si è conclusa anche la seconda querela che è stata presentata dal sindaco nei mie confronti”.

A questo punto il sindaco Benny Nicotra, fuori microfono, afferma: “La notizia è già sui giornali…”.

Domenico Galizio, risponde al primo cittadino: “Come lei ha detto più volte, per fortuna a Santena i santenesi non leggono i giornali. Allora, dico io, siccome per sfortuna a Santena i santenesi non leggono i giornali, allora io ritengo importante qui, leggere una cosa che non dico io – perché io di querele ne ho avuto abbastanza – semmai qui, signor sindaco, da querelare è il giudice Sandra Casacci che, in seconda istanza, ha respinto la richiesta della tesi che ci sarebbe stata diffamazione in certe dichiarazioni fatte dal sottoscritto e da Ferragatta e riportate dai giornali. Vi leggo cosa scrive nella motivazione; sono poche righe ma sono l’ideale per dire come possono essere interpretate certe cose e come possono essere letti fuori da questo contesto. Io ve le propongo come riflessione. Io ci ho già riflettuto abbastanza e penso di esser arrivato alla conclusione. Il giudice scrive “non ha certo giovato a migliorare…”.

Il presidente del consiglio, Santino Cascella, si rivolge a Galizio e dice: “Per favore, concluda, siamo fuori tema…”.

Domenico Galizio non si scompone e replica: “Siamo perfettamente in tema, leggo velocemente…”.

Sempre fuori microfono interviene il sindaco Nicotra: “La notizia è già stata sintetizzata dai giornali, la sanno tutti… Se fai cosi ti prendi un’altra querela, ne hai già altre tre in arrivo”.

Domenico Galizio, prosegue: “Sono solo poche righe e sono esattamente coerenti con il discorso che abbiamo fatto qui questa sera. E sono la migliore risposta che si possa dare a quanto detto questa sera dalla maggioranza. Non è la voce di una parte politica in causa, ma è la sentenza di un giudice. Sindaco, lei dovrebbe, nel momento in cui fa il bravo, il misericordioso, il religioso, il devoto e il sensibile, piantarla di continuare a minacciare in questo consiglio. Mi ha appena detto che ho ancora altre tre querele. Se ci sono me lo dica subito…”.

Santino Cascella, sbotta e afferma: “Galizio, ora devo proprio toglierle la parola…”.

Benny Nicotra, sempre fuori microfono, rivolto a Galizio: “Aspetti Galizio, vedrà che arriveranno…”.

Anche se ad intervenire fuori microfono è il sindaco, Santino Cascella, si rivolge a Galizio e afferma: “Per favore Galizio, concluda e non faccia commenti…”.

Domenico Galizio, prosegue: “Io devo accettare il fatto che il sindaco, mentre io sto leggendo una sentenza che mi scagiona da un fatto per cui lui mi ha perseguitato – perché lui mi ha perseguitato – mi impedisce ora di leggerlo e mi minaccia dicendo che ne ho altre tre di querele… Querele che, secondo il sindaco, me le sono volute… Allora, posso riprendere? Il giudice ha sentenziato, una volta per tutte, che in questo paese, non a Santena, ma in questo Paese Italia, esiste il diritto di critica politica ed esiste il diritto di cronaca da parte dei giornali. Bisognerebbe che i presenti, che la maggioranza in particolare se ne rendesse conto e che accettasse questo tipo di realtà. Continuo, allora sull’argomento usura che si dice essere un fenomeno inedito…”.

E qui Galizio si interrompe a fronte del fatto che l’assessore Borgarello se la stava ridendo più o meno di gusto.

Domenico Galizio, afferma: “Che si sghignazzi mi sembra schifoso. Che si sgignazzi mi sembra schifoso. Che si sghignazzi mi sembra schifoso”.

Domenico Galizio a questo punto legge le righe della sentenza di archiviazione: “…non ha certo giovato a migliorare a situazione la circostanza che Nicotra sia stato sostenuto da persona con precedenti penali che, scarcerata per effetto dell’indulto, ha fatto ritorno a Santena, dove vanta una forte presenza sul territorio. Questo signore, con i suoi amici, sono stati pressoché per tutto il corso dello svolgimento delle elezioni nei pressi dei seggi elettorali, quasi a svolgere una sorta di presidio. Lo stesso querelato, come si è visto, ha manifestato pubbliche espressioni di stima nei confronti del personaggio de quo. Il fatto che i suoi avversari politici pongano questa sua frequentazione a base del suo successo elettorale fa parte di un incomprimibile diritto di critica, che non consente di sostenere l’intenzione diffamatoria delle dichiarazioni in oggetto e che non ha travalicato né i limiti della verità del fatto, né quelli della continenza delle espressioni usate. Sin qui la sentenza. Ce ne sarebbe ancora, poco oltre si dice ancora di più. Siccome vengo zittito da schiamazzi vari, mi taccio. Però meditate, meditate, perché quando forse sarete costretti a meditare potrà essere troppo tardi”.

Santino Cascella commenta anche questo intervento: “Galizio è una notizia nota a tutti. Naturalmente questa sera stiamo usando una procedura un pochino anomala per discutere la mozione; avremo potuto concludere prima”.

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La parola passa a Giuseppe Falcocchio, assessore e capogruppo di Alleanza nazionale: “Ma, io intanto devo fare i miei pubblici complimenti al consigliere Ferragatta perché, come dire, un certo merito ce l’ha. Io ho atteso di parlare per ultimo perché per come era messa la mozione avevo preparato quattro righe, tanto per rispondere in pratica i punti, che erano due e sarebbe finità lì. Però il consigliere Ferragatta ha una tale bravura che ha trasformato una semplice mozione in un dibattito, e siamo tornati addirittura al tempo delle elezioni. A questo punto qui, e il consigliere Ferragatta ha il dono quando porge le sue mozioni o altre interpellanze che ci fornisce anche la chiave di lettura ed è quello che ha fatto anche questa sera. Prima ha aspettato che venisse letta la mozione. E poi lui ci ha dato anche la chiave di lettura. In pratica suggerendoci di fare pubblica ammenda verso i cittadini che noi non c’entriamo e ci dissociamo da questo genere di cose”.

Bruno Ferragatta interviene fuori microfono e allora Falcocchio afferma: “Io non ho interrotto nessuno. Se siamo d’accordo vado avanti se no mi fermo e taccio, bene… Per quanto mi riguarda io con i cittadini di Santena penso che non ho niente da mostrare, né da dissociarmi. Mi conoscono, ininterrottamente, dal 1 dicembre 1970. Sono 38 anni che mi conoscono, abito a Santena, lavoro a Santena, vivo a Santena. Quindi a me personalmente, come penso la mia maggioranza, non ha bisogno certamente di, come dire, di discolparsi pubblicamente. Procederò poi alla lettura di quanto avevo preparato per la mozione, perché siamo andati un po’ fuori dai binari. Per quanto riguarda le vicende giudiziarie, che sono state citate, anche se non c’entrano niente, la vicenda giudiziaria, non so come chiamarla dell’assolvimento e del non luogo a procedere. È vero che magari il giudice ha ritenuto opportuno di non procedere con l’accusa però…”.

Dalla minoranza arrivano altri commenti e Falcocchio afferma: “Mi interrompete sempre. Non hanno il vizio di ascoltare. Però esiste un obbligo morale che io aspetto ancora da un anno e sette mesi in cui il consigliere Galizio si scusi lui pubblicamente intanto con i cittadini di Corleone perché anche se non è reato è una offesa grave che ha rivolto ad essi. E la seconda cosa che dovrebbe fare Galizio è di scusarsi con i cittadini di Santena, per averli accomunati con i cittadini di Corleone, che – sempre secondo lui –sono cose immonde perché gli manca un braccio o hanno sei teste. Detto questo io passo a rispondere alla mozione per far rientrare il tutto nella normalità. A questo punto non so se qualcuno si ricorda ancora del testo della mozione perchè senza il ricordo le mie risposte possono non avere più senso. Comunque leggo quanto avevo scritto. Nell’anno 2003 su mia proposta la giunta comunale, con deliberazione 49 del 24 marzo 2003, aveva istituito a favore delle imprese santenesi un fondo rotativo finalizzato alla concessione di piccoli finanziamenti a interessi zero. Il fondo era costituito da un budget iniziale di 10mila euro, finanziato con bilancio comunale. Destinatari del fondo di rotazione sono state le imprese santenesi impossibilitate ad accedere a mutui o prestiti erogati da istituti di credito, in difficoltà nel pagamento dei canoni di affitto, utenze o forniture. L’erogazione di contributi è avvenuta a seguito di procedimento di selezione finalizzata a individuare le priorità sulla base dei bisogni effettivi. La giunta comunale, con delibera 107, del 23 maggio 2003, ha approvato la graduatoria dei beneficiari ammessi al fondo di rotazione comunale. Furono erogati quattro prestiti, per un totale di 8mila euro. L’amministrazione ha incontrato gravi difficoltà nella restituzione di quanto erogato, tanto è vero che a tutto oggi sta valutando se procede o meno su questa strada. L’iniziativa pertanto ha raggiunto solo in parte lo scopo e diventa difficile chiedere la restituzione della somma ad un soggetto che già si trova in una difficoltà di carattere economico. Per queste e altre ragioni, riconducibili alle difficoltà di gestire il fondo; e soprattutto di individuare i soggetti beneficiari. Si ritiene pertanto l’obiettivo di non istituire altri fondi finalizzati con il bilancio comunale da destinare a tali scopi. Si condivide il punto uno della mozione che chiede al sindaco di vigilare e adottare ogni mezzo, affinché questa minaccia sia scongiurata per il presente e il futuro ai nostri concittadini e che l’amministrazione comunale sia un riferimento sicuro ed affidabile per chi può essere anche solo sfiorato da simili situazioni. L’impegno dell’amministrazione in questo senso si spingerà oltre. Abbiamo infatti avviato contatti con enti, istituzioni e fondazioni che si occupano di sostegno alle vittime dell’usura per informare imprenditori e cittadini delle garanzie disponibili al fin di scongiurare per quanto possibile il rischio che gli stessi divengano vittime dell’usura”.

Santino Cascella, passa la parola a Ferragatta e afferma: “Ferragatta, per favore, solo una breve replica”.

Bruno Ferragatta, rivolto al presidente del consiglio: “Non so se si rende conto di quello che sta dicendo… lo chiedo di intervenire per fatto personale. Mi sarei aspettato che il sindaco mi dicesse, in relazione a quanto è scritto nella mozione, che veniva condivisa e che intendevate rafforzare la comunicazione. Guardate che la discussione di questa sera non è ripeto un fatto ozioso, ma serve a rendere un po’ di giustizia a persone che sono quelle che ho citato all’inizio. Alle persone che sono state vittime dell’usura. Non possiamo dimenticarci che, dal 1992 al 2001, secondo la Procura delle Repubblica, a Santena c’è stata usura continuata, in concorso. Allora Santena è stato teatro di una situazione di malaffare per cui io ho chiesto all’inizio e lo richiedo adesso, e lo richiederò anche dopo: come amministrazione, tutti insieme, –perché non c’è un colpevole come qualcuno cerca di adombrare – come amministrazione attiviamoci, come diceva Falcocchio e mandiamo una comunicazione a cittadini e imprese…”.

Il sindaco Benny Nicotra scalpita e commenta, più o meno sottovoce, le dichiarazioni di Ferragatta.

Ferragatta, continua: “Sindaco, mi faccia finire non mi venga sempre a insegnare cosa devo dire. Stavo dicendo che la situazione è abbastanza grave, ma per un motivo semplice. Perché noi oggi abbiamo delle famiglie che sono state coinvolte in quel periodo lì, per nove anni, e che hanno avuto una vicenda così grave e così pesante e di cui ancora oggi, sette anni dopo ne stanno ancora subendo le conseguenze in quanto sono praticamente tracollate dal punto di vista sociale e finanziario e molto spesso anche psicologico. Allora, io credo che qua non possiamo sempre e soltanto pensare ad una reciproca denuncia. Io penso che comunque sia nostro compito, come amministratori, di continuare sempre a dialogare con la città, anche su temi così complessi e delicati come questo. Anche perché, come diceva Galizio, non è casuale che la gente vada dal parroco o debba scrivere un lettera ad un giornale, senza firmarsi, perché questo vuol dire che queste persone probabilmente non si sentono ancora sufficientemente sicure nella nostra città. E allora noi amministratori che compito abbiamo? Abbiamo il compito di garantire a queste persone il più possibile la sicurezza perché queste possano essere cittadini di serie A come tutti gli altri. Noi nella mozione, auspichiamo che tutto quanto è successo non stia accadendo e non accada più. Noi con i cittadini dobbiamo recuperare una fiducia anche su questi temi proprio perché le persone non abbiano da dover ricorrere a chissà quali sotterfugi e fughe per poter parlare dei loro problemi e di come uscirne. Non è normale che per uscire da questa situazione si arrivi a parlare con un consigliere di minoranza, magari in un luogo fuori città. Questo è soltanto un altro il segnale di un disagio che noi in qualche modo con la mozione abbiamo evidenziato. E dove possiamo parlarne di questo problema se non in questa sede, qui i consiglio, dove rappresentiamo tutti i cittadini? Con chi dobbiamo parlare di questo problema se non qui. Che poi se ne parli in modo più o meno delicato lo vedremo e troveremo la giusta forma. Ma intanto tutti quanti dobbiamo prendere atto che questa situazione qui, da punto di vista culturale, come si diceva prima, è ancora presente in città. Non sto parlando del fatto criminale, ma di una situazione culturale. Allora noi sottoscrittori della mozione chiediamo a questa maggioranza se state facendo qualche cosa e chiediamo che si faccia ancora di più. Per dire a questi cittadini di non affidarsi mai a questi espedienti ma che cerchino e trovino nella nostra amministrazione comunale un vero punto di riferimento, capace di separare ciò che è sbagliato da ciò che è giusto anche nella nostra società santenese. Proprio perché quello che è capitato dal 1992 al 2001 ed è un tempo ben preciso, non debba mai più capitare. Questo è l’auspicio della mozione, non c’e null’altro; poi ognuno è libero di pensare cosa vuole. Però io, quello che sto cercando di dire e di spiegare e di cercare di trasmettere è che si faccia qualcosa insieme alle associazioni, come diceva Falcocchio. So che anche il presidio cittadino di Libera ha portato avanti alcune iniziative, allora mettiamoci tutti insieme. Lavoriamo insieme perché Santena abbia una trasformazione culturale anche su questo tema. Perché non debba più succede che qualcuno vada a ricorrere a chissà quale tipo di risposte sbagliate che poi diventano risposte che strangolano le persone e le uccidono poco a poco. Questo è il motivo della mozione. Dopodichè fate quello che volete e denunciate chi ritenete. Però fate qualcosa, con la gente. Le questioni personali mi interessano relativamente. Io sono convinto che l’amministrazione debba fare qualcosa perché non si ricada più nella morsa dell’usura”.

E’ passata mezzanotte e il consiglio va avanti dalle 18,30 e allora Santino Cascella, che non ce la fa più, afferma: “Bene, io la chiuderei qui perché si è fatto tardi…”.

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Nessuno l’ascolta, il dibattito continua con l’intervento di Roberto Ansaldi, capogruppo dell’Unione dei moderati: “Volevo solo sottolineare una cosa e vedrò di essere veloce. Ragazzi guardiamo la realtà in faccia; che a Santena non ci sia stata usura è una pura utopia. C’è stata, ci sono le sentenze e, purtroppo, il rischio che ricapiti è forte. Ed è più forte nel momento in cui con una crisi economica che verrà fuori… sto parlando soprattutto per la piccola impresa, che spesso è con l’acqua alla gola, con le banche che chiedono piani di rientro a non più finire. E quindi c’è il tangibile rischio che quello che è successo in passato possa riaccadere. Il senso della mozione, che ho firmato volentieri è proprio questo: facciamo tutto il possibile, poi mi rendo conto che sia difficile e non è così semplice agire, ma facciamo tutto il possibile perché i nostri cittadini, i piccoli imprenditori, non ritornino a cadere in quelle mani. Perché, credetemi, chi usura sfrutta la disperazione della gente, coglie l’occasione per avere un beneficio economico dalla disperazione della gente e lo fa senza mezzi termini. E io dico, fosse anche solo un caso, uno solo che grazie al nostro intervento potesse evitare di cadere in questa trappola… Agiamo, facciamo, ragioniamo insieme, non è questo il problema, non c’è niente di partitico in questo. Se riuscissimo anche solo ad evitare che un cittadino, una impresa cadano in queste mani, noi avremo fatto opera meritoria e avremmo utilizzato al meglio il nostro tempo questa sera. Chi ricorre a questo è perché non ha altri cui rivolgersi e, purtroppo, il 2009 sarà un terreno più fertile che non il passato per questo fenomeno. Volevo soltanto lanciare questo appello. Non è un problema partitico o politico, è un problema di venire incontro a della gente che è, ma che -soprattutto in futuro – potrà essere disperata”.

Giuseppe Falcocchio, chiede di poter fare la dichiarazione di voto, ma si era già prenotato Domenico Trimboli, vicesindaco.

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Domenico Trimboli, vicesindaco, esponente di Forza Italia, afferma: “Io vorrei solo portare la mia piccolissima esperienza. Leggendo dai giornali nel passato c’è stata usura a Santena: ci credo. Non l’ho vissuta; non l’ho sentita. Oggi, almeno per quanto mi riguarda, e per il ruolo che ricopro, vorrei tranquillizzare, perché noi spesso come amministratori siamo dei confessori dei cittadini. E questo problema dell’usura almeno a me personalmente, non è mai emerso, non è mai venuto fuori questo disagio. Non più tardi della scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con gli assistenti sociali che operano nel chierese e sono emersi tantissimi disagi – credetemi, uno peggio dell’altro – ma di questo non se ne è parlato. E neanche altre strutture non hanno mai parlato di questo disagio. E figuratevi se noi fossimo a conoscenza di un disagio di un cittadino, che abbia o che stia vivendo questa triste esperienza, non staremo certo con le mani in mano. Al di là delle denunce, sicuramente gli daremo tutto l’appoggio che una amministrazione può dare ad un suo cittadino. Però vi ripeto, a me personalmente negli ultimi due anni e neanche negli anni prima, mai nessuno mi ha parlato di questo problema”.

Giuseppe Falcocchio preme ancora e vuole fare la dichiarazione di voto, a nome di tutta la coalizione del centrodestra, ma arriva la replica di Ansaldi.

Roberto Ansaldi, dice: “Solo una breve precisazione rispetto a quanto detto da Trimboli. Purtroppo neanche dal 1992 al 2001 avevamo riscontri sul fenomeno usura. Anche io ero in amministrazione e mi assumo tutte le responsabilità. Anche allora non avevamo riscontri e pure l’usura c’era e c’era in maniera anche estesa. Quindi il fatto che non lo vengano a dire agli amministratori o al sindaco non vuol dire che l’usura non c’è: vuol dire che non l’abbiamo saputo. Anche nel 1994 è successo questo: io ero assessore alle Finanze e Trimboli era assessore al Sociale. Anche allora non ne avevamo sentito uno accennare a questo. Quando abbiamo scoperto i fatti leggendo i giornali, ci siamo guardati attorno e abbiamo detto: è possibile che non abbiamo mai saputo nulla? Per questo oggi dico, attenzione a dire l‘usura non c’è. Non deduciamo che, siccome non abbiamo sentito, vuol dire che il problema non c’è. Anche oggi, proprio come allora può esserci e, come allora, noi istituzioni non lo sappiamo”.

Interviene il sindaco Benny Nicotra con una mezza battuta: “Ho parlato con don Nino ma non mi ha fatto nomi e non mi ha detto nulla. Credetemi, l’ho preso sottobraccio e gli ho detto se lo sai dimmi chi è…”.

Bruno Ferragatta interviene ancora per dire: “Come si procede ora. Dopo il dibattito facciamo una comunicazione alla città, diamo alcune indicazioni ai cittadini. Parliamo con le associazioni sul territorio che operano, proviamo tutte queste strade. Purtroppo l’usura è un fenomeno sotterraneo e quanto esplode è un disastro. Può darsi che noi non ne caviamo nulla, ma lavoriamo su questo rischio. L’amministrazione deve essere trasparente anche su questo problema. Sui giornali è arrivata una lettera delle vittime, forse arrivano dal processo di anni fa. Diamo fiducia a queste persone; facciamo uscire il problema. Diciamo che in bilancio c’è un capitolo, che ci sono risorse per contrastare questo problema.

Finalmente la parola passa a Giuseppe Falcocchio: “Allora, la maggioranza fa una proposta alla minoranza. Considerato, visto che la risposta è scritta non me la sono inventata ed era già pronta nell’ultimo consiglio, la maggioranza chiede alla minoranza di ritirale la mozione perché in effetti le risposte vanno in quell’ordine lì, altrimenti al maggioranza non voterà la mozione”.

Poi, Falcocchio, rivolto alla minoranza, continua: “Voglio dare ancora un monito. Sentivo dire che chi applica usura sfrutta la disperazione della gente però ricordatevi e meditate bene che chi utilizza l’argomento dell’usura la sfrutta due volte”.

Bruno Ferragatta, sorvolando sull’ultima battuta di Falcocchio, spiega: “Proprio per arrivare ad un punto comune di vicinanza su questo tema. Chiedo questo a Falcocchio. Io direi che possiamo sospendere questa mozione in consiglio, senza votarla. Siamo disposti a ritirarla; chiediamo che, a seguito della discussione di questa sera, in apertura della prossima seduta del consiglio comunale il sindaco ci relazioni sulle iniziative che sono state assunte per contrastare l’eventuale presenza del fenomeno usura nella nostra città.

Roberto Ansaldi, afferma: “Io sono di parere un po’ diverso. Nessuno vuole andare allo scontro e nessuno vuole sfruttare politicamente l’usura. Con la mozione le opposizioni hanno posto un problema. Signori, cominciamo a ragionare e non facciamo finta che il problema non ci sia perché c’è stato e può ancora capitare. Una parziale risposta a questo allarme l’ha data Falcocchio. Io dico che, in questo momento, di uscire all’esterno con una maggioranza che ha votato in un modo e una minoranza in un altro mi sembra poco edificante. Sarebbe più opportuno che, per il prossimo consiglio, maggioranza e minoranza, insieme; approvassero, all’unanimità, una mozione comune di lotta e contrasto al fenomeno usura. Questo sarebbe veramente un segnale forte. Prima del prossimo consiglio abbiamo un mese di tempo; il presidente del consiglio convochi i capigruppo e, insieme, mettete giù una mozione unitaria che dia un segnale all’esterno che sia univoco, ai cittadini e a tutte le imprese”. La maggioranza non lo dice ma sembra d’accordo. La seduta termina.

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