Santena, “L’amministrazione Nicotra ha fallito. La città deve voltare pagina”. Intervista a Roberto Ansaldi

Santena –  11 settembre 2011 – L’amministrazione Nicotra ha fallito. I primi passi della coalizione civica nata in antitesi all’operato dalla Giunta Nicotra ter. Le caratteristiche che deve possedere il candidato a sindaco della nascente lista civica. La decisione di non candidarsi per lasciare spazio ai giovani. C’è tutto questo, e molto altro ancora, nell’intervista a Roberto Ansaldi, dirigente industriale, 59 anni, presente in consiglio comunale ininterrottamente dal 1985.

L’intervista comincia con una domanda sulla situazione politica cittadina. Oggi Santena come è messa?

«Da qualche mese Benny Nicotra è fuori dal palazzo comunale – afferma Ansaldi –. Dunque, dal mio punto di vista, oggi questa città è messa molto meglio di come potrebbe esserlo se Nicotra fosse ancora in municipio, nella stanza dei bottoni.  L’arrivo di un commissario, e di un sub-commissario, ha riportato alla normalità i fatti amministrativi. Alcuni fatti concreti di questi giorni lo dimostrano. Ad esempio, il commissario non ha voluto dare corso al progetto di finanza per l’ampliamento del cimitero. In tutti i modi avevamo spiegato che non aveva senso far fare affari ai privati in occasione dell’ampliamento del cimitero.  Siamo soddisfatti che le nostre tesi siano state accolte dal commissario profettizio. Un altro esempio di ritorno alla normalità è l’entrata della città tra i soci fondatori della Fondazione Cavour. Un traguardo raggiunto in modo veloce e tranquillo che ben difficilmente avremmo potuto conseguire con Nicotra sindaco. Insomma, si comincia a vedere qualche segnale di normalità nell’attività amministrativa».

Per tutto il terzo mandato del sindaco Nicotra sei rimasto fermamente all’opposizione. Che giudizio si può dare dell’operato dell’intera giunta Nicotra ter?

«Dal punto di vista politico l’amministrazione Nicotra ter ha fallito: sotto tutti gli aspetti. Doveva essere una coalizione coesa. Era una coalizione composta dai partiti presenti al governo nazionale; avrebbe dovuto andare avanti senza problemi. Invece è accaduto l’esatto contrario. E’ stata un vero fallimento; è stata l’amministrazione più litigiosa che si sia vista negli ultimi 25 anni. In consiglio comunale, e anche fuori, sono volati gli stracci, abbiamo assistito a ripetuti scambi di insulti all’interno della maggioranza. A partire da questo clima, l’azione amministrativa non poteva che essere un fallimento completo: e così è stato. Delle tante, troppe cose, promesse nelle pagine del programma elettorale, che Nicotra e la sua squadra aveva fatto intravedere ai cittadini, ben poche sono state realizzate. La Giunta Nicotra ha fatto errori – a mio modo di vedere – estremamente grossolani e pesanti. Ha completamente sbagliato la strategia finanziaria. La Giunta Nicotra prima ha chiesto ai cittadini 600mila euro con l’incremento dell’Irpef e poi tutte queste risorse sono state portate in avanzo di amminsitrazione. La Giunta Nicotra non è nemmeno riuscita a garantire le necessarie risorse economiche per una normale manutenzione delle strade. Il 150° anniversario dell’unità d’Italia era un’occasione da cogliere. La nostra città ospita la tomba di Camillo Cavour e un complesso cavouriano che molti ci invidiano. Qualcosa si è fatto, ma il merito è tutto della Fondazione Cavour e dell’associazione Amici.  I risultati tangibili non sono arrivati per merito dell’amminsitrazione Nicotra ter. Oltre al pressoché completo immobilismo, rispetto alle tante promesse elettorali, ci sono stati alcuni passaggi estremamente ambigui che non possono essere taciuti. La vicenda delle due settimane di assunzione al Centro lavaggi di Fossano, seguito dal tentativo – ben presto fallito – di caricare sulle casse comunali gli oneri previdenziali è stato un primo segnale tutt’altro che edificante mandato dal primo cittadino. Il tentativo di costruire centinaia di alloggi in zona Masseria è stato un altro passaggio che ci ha messi sul chi va là. Lo stesso progetto dell’outlet, che si è tentato di far arrivare nella ex cava Mosso, è nato con una buona dose di se e di ma, a partire dal fatto che l’operazione dei terreni sia stata tentata dal padre di un assessore. Lo stesso che, nella vicenda Masseria, esibiva planimetrie  degli alloggi che si intendeva costruire, prima ancora che in consiglio si parlasse di cambio di destinazione per quei terreni. Nel suo insieme, credo che, partendo da questi fatti concreti e ragionando nel complesso, l’amminsitrazione di Nicotra – e si badi bene che dico l’intera amministrazione e non solo Benny Nicotra – abbia fallito nel suo insieme e in maniera pesante».

Roberto Ansaldi, come si è avviato e come procede il cammino della lista civica che si sta costruendo?

«Il cammino della lista è nato in consiglio comunale, un anno e mezzo fa – spiega Roberto Ansaldi – quando tre gruppi di opposizione hanno deciso di unificarsi per dare un segnale alla città. Abbiamo voluto dire ai santenesi guardate che non tutti sono come l’amministrazione Nicotra. Abbiamo mosso lì i primi passi  per cominciare a costruire una alternativa credibile. L’elemento fondante è uno solo: essere l’antitesi di quello che è stata l’amministrazione guidata da Benny Nicotra in questi ultimi tre anni. Da allora, abbiamo avviato un cammino per riuscire a ragionare sui problemi della citta, innanzitutto mettendoli a fuoco, cercando di trovare le risorse per portare avanti le cose prioritarie che si devono necessariamente fare per riportare alla normalità questa città.  In questa nascente lista civica ci sono persone che arrivano da percorsi politici anche diversi. Insieme, si lavora su alcuni elementi fondanti, cercando di metter giù un progetto a partire da cosa è Santena oggi e cosa la si vuole fare diventare. Ecco, un altro rilievo che va fatto a tutta l’amministrazione Nicotra è che, oltre a non essere mai stata una vera squadra, non aveva un progetto complessivo per la città, mancava di un disegno organico e strategico per Santena».

Roberto Ansaldi, quali caratteristiche deve avere il candidato sindaco della coalizione civica che sta nascendo?

«Intanto, io credo che, anche nell’ambito degli ex consiglieri, ve ne sia più d’uno con le capacità di andare a ricoprire questo ruolo, ma non credo che sia questo il problema. Oggi penso sia importante capire e sapere bene di cosa ha bisogno Santena. In questi mesi abbiamo lavorato in questa direzione. Alcune idee le abbiamo già mese e giù. In queste settimane, come lista, abbiamo avviato un confronto con la società civile, con le associazioni, con il mondo del lavoro e con la scuola. Lo facciamo perché vogliamo capire se le esigenze e i fabbisogni che sinora noi abbiamo individuato con due gruppi di lavoro – che hanno lavorato, uno sulla gestione delle risorse e l’altro sulla gestione del territorio – sono corrette. Un confronto che avviamo  per vedere se abbiamo dimenticato qualcosa o se c’è qualche altra priorità da individuare. Dopo questo momento individueremo i nomi dei sedici consiglieri che comporranno la lista. Poi si deciderà anche chi deve essere il candidato a sindaco. A mio modesto parere – e premetto che parlo a titolo personale, perché da qualche giorno la lista civica ha nominato un portavoce, Domenico Galizio – credo che il nostro candidato a sindaco necessariamente dovrà essere un santenese, una persona a modo, con un minimo di capacità per poter gestire, da un lato la squadra e dall’altra il programma. Non è che il candidato a sindaco debba essere chissà chi. Dovrà essere una persona onesta e per bene, in grado di portare avanti il programma che si deciderà, insieme e sentendo la gente».

La chiacchierata si chiude con questa domanda. La prima volta che sei entrato in consiglio comunale è stato nel 1985. Da allora sei sempre stato presente in consiglio. Perché ora la decisione di non candidarsi?

«Da tempo  avevo deciso – chiude Roberto Ansaldi – che questa, che si è chiusa prima del tempo, sarebbe comunque stata la mia ultima tornata amministrativa. Mi fermo per due ragioni. Primo perché gli impegni sono quelli che sono e fare il sindaco, o l’assessore, in questa città vuol dire impegnarsi in modo pensante. Secondo, cosa più importante, perché è anche giusto che in consiglio comunale vi sia un ricambio. Se in consiglio siamo sempre i soliti non lasceremo mai spazio a facce nuove e giovani. All’interno della lista civica che si sta costruendo io metto a disposizione il bagaglio della mia, poca, esperienza. Continuerò a essere al fianco di chi intende portare avanti una amminsitrazione seria, a fianco di chi vuole contribuire a far voltare pagina a questa città. Perché Santena ha veramente bisogno di cambiare e voltare pagina».

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