La Marina Militare, i Profughi, il XX settembre e il Premio Nazionale Cavour di Santena

Santena – 11 settembre 2015 – Europa e Mediterraneo sono tutt’uno con l’Italia. Nell’Ottocento e nel Novecento i nostri antenati ci hanno compromessi in scelte che impongono nuove responsabilità di cui si parlerà nel Premio Camillo Cavour di Santena, domenica 20 settembre, con inizio alle ore 16,30.

PremioCavour2013_imm1Cosa c’entra Santena con l’esodo biblico attraverso il Mediterraneo di centinaia di migliaia di profughi? Molti se lo chiedono. A qualcuno sembra una forzatura. Invece non è così. Ciò che accade nell’area mediterranea e in Europa riguarda Italiani e Santenesi, vuoi per la nostra storia antica, vuoi per quanto è successo sotto la guida di Camillo Cavour, il nostro più illustre concittadino, vuoi per i mille Libici della Prodit. Dal Mediterraneo nacque l’Italia unita, frutto del nuovo equilibrio europeo scaturito in seguito alla Guerra di Crimea. Una guerra mondiale importante, non perché permise di sedersi al tavolo dei vincitori, bensì perché la decisione di partecipare al conflitto tra Russia e Turchia collocò il Regno di Sardegna e gli Italiani che volevano l’indipendenza e l’unificazione, al passo degli interessi e degli ideali dei ceti emergenti nelle potenze occidentali.

Cavour aveva ben presente il contesto mondiale di metà Ottocento, in cui era inserito il Regno di Sardegna uscito rafforzato, dal Congresso di Vienna del 1815, dall’acquisizione della Repubblica di Genova. Per questo decise di partecipare al conflitto per il controllo del Mediterraneo. Grazie alle nuove tecnologie, navi a vapore e ferrovie, e alla globalizzazione dei commerci all’esperto ferroviere, trasportista e politico non sfuggiva quanto fosse strategico, per continuare ad essere potenza marittima, avere un grande porto collegato dalla Torino-Genova-Lione alla Pianura Padana, al Nord-Europa, a Suez e all’Oriente.

Premio_Cavour_2012_Carlin_PetriniSignificativo è un articolo de “Il Risorgimento” del 1848, in piena rivoluzione europea, nel quale parlando dei rischi di guerra in Italia, del ruolo dell’Inghilterra, del Risorgimento e della liberazione dall’Austria, Cavour dimostrava per gli Inglesi l’utilità di una Penisola indipendente dall’Austria e pure dalla Francia. “L’Inghilterra teme che un’altra potenza acquisti un’influenza preponderante nel Mediterraneo; deve perciò desiderare che l’Italia diventi potenza marittima, capace di tener fronte alla Francia”. E a rafforzare il concetto, aggiungeva: “Per lungo tempo gl’italiani non penseranno almeno a lontane conquiste, a fondar colonie: non possono perciò in nulla nuocere alla politica e agli interessi degli inglesi”. Come si vede Santena, luogo primario della memoria patria, tramite Camillo Cavour è dentro fino al collo nelle vicende che vedono coinvolto lo Stato italiano nel soccorso e nell’accoglienza delle persone che attraversano il mare per cercare rifugio e nuova vita. Il XX settembre si parlerà della contemporaneità dell’azione di Cavour. Attualità sempre valida, sia per il celebre motto che sottostà alla Presa di Roma “Libera Chiesa in libero Stato”, su cui poggia l’antitemporalismo della Chiesa di Papa Francesco (v. Rossosantena, dicembre 2013), sia per le politiche nell’area Mediterranea, su cui convergono le migrazioni dall’Africa e dal Medio-Oriente verso l’Europa.

A metà Ottocento, Cavour aveva ben chiaro il contesto globale in cui si doveva collocare l’Italia, pressata tra le politiche balcaniche dell’Impero austriaco e russo, il nazionalismo germanico sostenuto dalla Prussia, le mire francesi e il declino dell’egemonia mondiale dell’Inghilterra esercitata sulle colonie e sui mari. Decise che a queste responsabilità non ci si poteva sottrarre nel momento in cui il Mediterraneo diventava strategico, in vista della costruzione del Canale di Suez. Canale necessario per controbilanciare la potenza aggirante degli Stati Uniti d’America sulle vie di navigazione degli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico. Cavour intuì che la competizione tra la Gran Bretagna e la sua ex Colonia, per il controllo delle grandi ricchezze dell’Asia mutava gli equilibri mondiali e mediterranei. Ecco da dove arrivano le nostre responsabilità odierne. Ecco come Santena si trova coinvolta nell’inarrestabile migrazione di persone verso l’Europa alla ricerca di giustizia, benessere e libertà. Domenica 20 settembre consegnando i celebri occhialini, l’Associazione Amici di Camillo Cavour ricorderà a tutti gli Italiani i doveri, i diritti e le responsabilità ereditate dalle generazioni che ci hanno preceduti.

Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 11 settembre 2015

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