Santena, Noi X Santena promette lo stop all’Imu e la disdetta del contratto con Equitalia

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3 risposte

  1. roban ha detto:

    La signora Borgarello propone l’abolizione dell’IMU – che assorbe anche l’irpef sui fabbricati – e potrebbe anche essere una proposta se solo indicasse quali servizi andrà a tagliare visto che lo Stato ha falcidiato i trasferimenti, nel 2012 rispetto al 2011, di 925.000 euro sui 6,2 milioni totali che è il bilancio di Santena. Sarebbe anche facile ricordare che l’IMU è una pietra miliare del federalismo fiscale municipale del governo Berlusconi/Lega, anche se è giusto segnalare che nella legge originale la prima casa era esclusa dalla tassazione e che il governo Monti ha incrementato del 60 per cento il valore catastale su cui il comune applica le aliquote, rimaste le stesse del decreto originario, e che il 50 per cento dell’introito delle seconde case viene incassato direttamente dallo Stato.
    Tralasciando le sanzioni di Legge a carico dei cittadini inadempienti (stesse sanzioni dell’evasione fiscale) pensare di abolire l’IMU è quindi concettualmente un’ utopia che nessun comune può sostenere a meno di elidere, ripeto, buona parte dei servizi erogati, oltre a trovare le risorse per ristorare lo Stato della parte sulle seconde case.. Personalmente, visto che qualche esperienza sui conti del comune l’ho maturata, ritengo che un impegno arduo ma fattibile da parte di coloro che andranno ad amministrare la Città sia quello – tagliando gli sprechi e le spese non indispensabili – di tenere il più basso possibile le aliquote sulla prima casa e, semmai, di rendere operativa la riduzione dell’addizionale Irpef da 7 x 1000 (aliquota incrementata scelleratamente del 5 x 1000 dall’amministrazione Nicotra ter ) al 2 X 1000 per i redditi medio bassi. Questo per rendere giustizia rispetto ad una gestione finanziaria “naif ” dell’ultima amministrazione e aiutare in modo serio coloro che, guadagnando meno, sono maggiormente in difficoltà. Sarei invece personalmente favorevole allo sganciamento dall’Equitalia e proprio oggi il Consiglio Regionale del Piemonte, pare con votazione unanime, abbia assunto una determinazione d’intenti in tal senso che andrà, ovviamente, ribadita con atti maggiormente incisivi e dopo aver creato un nuovo soggetto di riscossione regionale: vedremo se la strada sarà questa o l’opzione servirà per far assumere da Equitalia approcci meno invasivi e intransigenti.
    Roberto Ansaldi

  2. valter ha detto:

    Caro Ansaldi,
    debbo correggerti: l’IMU non è sostitutiva dell’Irpef sui fabbricati, in sostanza non ha sostituito nessun’ altra imposta, ecco perchè è particolarmente indigesta.
    Allo stato non andrà il 50% per cento dell’ imposta diversa da prima casa, ma il 50 per cento dell’imposta calcolata sulle aliquote base (a Santena il gettito vale 1700.000 euro). Ai Comuni è lasciata la facoltà di aumentare o diminuire le aliquote lasciando invariato il gettito statale.
    L’iniziativa di Maroni si basa su solide basi giuridiche che non è il caso di spiegare qui, ma che sono disponibile a spiegare in altre occasioni.
    Constato con piacere che concordiamo con la necessità di rivedere l’ addizionale Irpef ed il contratto con Equitalia.
    Constato con altrettanto piacere che la lista che rappresento è l’unica ad averne parlato con chiarezza.
    Ai cittadini come sempre, la decisione.
    Un cordiali saluti.
    Valter Cianchetti

  3. roban ha detto:

    Caro Walter,

    Rigrazio per il contributo su di un argomento che, concordo, è indigesto come tutte le tasse, soprattutto quando sono imposte in momenti di crisi e quando la classe politica negli ultimi anni, oltre a raccontarci un sacco di balle, ha offerto pure spettacoli indecenti di se stessa.

    Ma torniamo all’oggetto del contendere, ossia Santena. Allo Stato andrà il 50% dell’aliquota base (7,6 X 1000) sulle seconde case e su tutte le altre destinazioni e lo Stato questi denari li incassa indipendentemente dall’aliquota applicata dal comune. Per queste semplici motivazioni e senza alcuna vis polemica, ho ritenuto surreale e palesemente utopistico affermare di operare “per non far pagare l’IMU ai santenesi”. Infatti su 6,2 milioni (totale bilancio di Santena) il 65% relativo è fatto da costi non comprimibili (personale e mutui) e con il restante 35% si deve pagare tutto il resto, servizi compresi. Credo non serva neppure la calcolatrice per capire che se lo Stato ha ridotto i trasferimenti di 925.000 € rispetto all’anno precedente, senza alcun introito IMU sia materialmente impossibile mantenere i servizi in vita. Discorso diverso è come detto, cercare di mantenerla il più bassa possibile, soprattutto sulla prima casa, operazione possibile solo se si eliminano gli sprechi e si limano i costi non indispensabili.

    E’, a mio avviso, un concetto semplice di correttezza di informazione che credo opportuna sempre, in particolare in campagna elettorale, se non si vuole ripetere la presa per i fondelli di 5 anni fa quando la lista che sosteneva Nicotra promise il tutto, compreso di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, salvo razzolare in modo opposto prelevando 600.000 /anno di maggiore addizionale Irpef senza nemmeno differenze tra redditi medio bassi e quelli medio alti, come se i portafogli fossero tutti uguali. Mi fa immensamente piacere che anche voi oggi riconosciate – lo sento per la prima volta – la necessità di mettere un pò di ordine e di equità in una strategia finanziaria assurda che mi sono sgolato di stigmatizzare tante volte in sede istutuzionale, senza alcun risultato, salvo quello morale di consiglieri e assessori che in separata sede mi davano ragione ma in Consiglio Comunale votavano, senza imbarazzo, anche le brutture

    Potrei ancora continuare con altri esempi, ma sarebbe rivangare un passato che mi auguro non si ripeta: sento in giro tanta voglia di voltare veramente pagina e questo, da cittadino (sono e resterò tale, così evitiamo anche battute stupide sul mio futuro in amministrazione) mi da la speranza che in questo paese possa prevalere finalmente la serietà, la trasparenza e la correttezza: il NUOVO è anche questo.

    Confermo che l’IMU, ai sensi del D.Lvo 23/2011 assorbe l’IRPEF per la parte derivanti da redditi da fabbricati, con esclusione di quelli derivanti da locazione.

    Roberto Ansaldi