Santena, dispute attorno all’Imu

Santena – 3 maggio 2012 – Attorno all’Imu negli ultimi giorni si è sviluppata una disputa fra la lista Noi X Santena e Roberto Ansaldi, amministratore di lunga esperienza che non è un candidato, ma un sostenitore della lista Essere Santena. Non vi dico le chiamate di gente che si lamentava che i commenti non hanno la stessa evidenza di un post. Sperando che non si riveli una cosa troppo noiosa ho inserito qui tutte le puntate.

Santena, Noi X Santena promette lo stop all’Imu e la disdetta del contratto con Equitalia

Santena – «Siamo pronti a disdire il contratto con Equitalia e a lavorare con l’ex ministro Maroni per non far pagare l’Imu ai santenesi». Questa la dichiarazione che Patrizia Borgarello, candidata sindaco della lista Noi X Santena, invia oggi ai mezzi di informazione.

«La crisi continua ad attanagliare i cittadini – afferma Patrizia Borgarello – prossimamente sono previsti altri aumenti relativi alle utenze che vesseranno ancora di più i contribuenti. Ecco perché i comuni non devono restare a guardare e lavorare concretamente per abbattere le tasse che il governo Monti scriteriatamente ha caricato sulle spalle della gente. La lista Noi X Santena sta lavorando attivamente con l’ex ministro Maroni per evitare il pagamento dell’Imu ai cittadini santenesi. Non è fantapolitica, né la classica promessa elettorale fine a se stessa, visto che la cancellazione della tassa sulla prima casa è già stata preannunciata da altri sindaci, segno che è una cosa assolutamente fattibile».

Patrizia Borgarello prosegue: «Di certo non ci si potrà aspettare provvedimenti simili da primi cittadini targati Pd e Pdl, che appoggiano il governo delle tasse romane. Ma non è l’unica operazione che bisogna attuare per alleggerire i cittadini dalle vessazioni statali. Ecco perché oltre alla cancellazione dell’Imu la lista Noi X Santena intende lavorare per annullare il contratto con Equitalia, perché non si può legalizzare uno strumento di riscossione che somiglia ad uno strozzinaggio. Riscuotere il dovuto sì, ma senza rovinare intere famiglie».

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Da Roberto Ansaldi arriva un primo contributo. Eccolo.

“La signora Borgarello propone l’abolizione dell’IMU – che assorbe anche l’irpef sui fabbricati – e potrebbe anche essere una proposta se solo indicasse quali servizi andrà a tagliare visto che lo Stato ha falcidiato i trasferimenti, nel 2012 rispetto al 2011, di 925.000 euro sui 6,2 milioni totali che è il bilancio di Santena. Sarebbe anche facile ricordare che l’IMU è una pietra miliare del federalismo fiscale municipale del governo Berlusconi/Lega, anche se è giusto segnalare che nella legge originale la prima casa era esclusa dalla tassazione e che il governo Monti ha incrementato del 60 per cento il valore catastale su cui il comune applica le aliquote, rimaste le stesse del decreto originario, e che il 50 per cento dell’introito delle seconde case viene incassato direttamente dallo Stato.
Tralasciando le sanzioni di Legge a carico dei cittadini inadempienti (stesse sanzioni dell’evasione fiscale) pensare di abolire l’IMU è quindi concettualmente un’ utopia che nessun comune può sostenere a meno di elidere, ripeto, buona parte dei servizi erogati, oltre a trovare le risorse per ristorare lo Stato della parte sulle seconde case.. Personalmente, visto che qualche esperienza sui conti del comune l’ho maturata, ritengo che un impegno arduo ma fattibile da parte di coloro che andranno ad amministrare la Città sia quello – tagliando gli sprechi e le spese non indispensabili – di tenere il più basso possibile le aliquote sulla prima casa e, semmai, di rendere operativa la riduzione dell’addizionale Irpef da 7 x 1000 (aliquota incrementata scelleratamente del 5 x 1000 dall’amministrazione Nicotra ter ) al 2 X 1000 per i redditi medio bassi. Questo per rendere giustizia rispetto ad una gestione finanziaria “naif ” dell’ultima amministrazione e aiutare in modo serio coloro che, guadagnando meno, sono maggiormente in difficoltà. Sarei invece personalmente favorevole allo sganciamento dall’Equitalia e proprio oggi il Consiglio Regionale del Piemonte, pare con votazione unanime, abbia assunto una determinazione d’intenti in tal senso che andrà, ovviamente, ribadita con atti maggiormente incisivi e dopo aver creato un nuovo soggetto di riscossione regionale: vedremo se la strada sarà questa o l’opzione servirà per far assumere da Equitalia approcci meno invasivi e intransigenti”.
Roberto Ansaldi

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Ecco come Valter Cianchetti, candidato di Noi X Santena, risponde ad Ansaldi.

“Caro Ansaldi,
debbo correggerti: l’IMU non è sostitutiva dell’Irpef sui fabbricati, in sostanza non ha sostituito nessun’ altra imposta, ecco perchè è particolarmente indigesta. Allo stato non andrà il 50% per cento dell’ imposta diversa da prima casa, ma il 50 per cento dell’imposta calcolata sulle aliquote base (a Santena il gettito vale 1700.000 euro). Ai Comuni è lasciata la facoltà di aumentare o diminuire le aliquote lasciando invariato il gettito statale. L’iniziativa di Maroni si basa su solide basi giuridiche che non è il caso di spiegare qui, ma che sono disponibile a spiegare in altre occasioni. Constato con piacere che concordiamo con la necessità di rivedere l’ addizionale Irpef ed il contratto con Equitalia.
Constato con altrettanto piacere che la lista che rappresento è l’unica ad averne parlato con chiarezza.
Ai cittadini come sempre, la decisione. Cordiali saluti”.
Valter Cianchetti

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Da Roberto Ansaldi arriva un altro contributo.

“Caro Walter,

Rigrazio per il contributo su di un argomento che, concordo, è indigesto come tutte le tasse, soprattutto quando sono imposte in momenti di crisi e quando la classe politica negli ultimi anni, oltre a raccontarci un sacco di balle, ha offerto pure spettacoli indecenti di se stessa.

Ma torniamo all’oggetto del contendere, ossia Santena. Allo Stato andrà il 50% dell’aliquota base (7,6 X 1000) sulle seconde case e su tutte le altre destinazioni e lo Stato questi denari li incassa indipendentemente dall’aliquota applicata dal comune. Per queste semplici motivazioni e senza alcuna vis polemica, ho ritenuto surreale e palesemente utopistico affermare di operare “per non far pagare l’IMU ai santenesi”. Infatti su 6,2 milioni (totale bilancio di Santena) il 65% relativo è fatto da costi non comprimibili (personale e mutui) e con il restante 35% si deve pagare tutto il resto, servizi compresi. Credo non serva neppure la calcolatrice per capire che se lo Stato ha ridotto i trasferimenti di 925.000 € rispetto all’anno precedente, senza alcun introito IMU sia materialmente impossibile mantenere i servizi in vita. Discorso diverso è come detto, cercare di mantenerla il più bassa possibile, soprattutto sulla prima casa, operazione possibile solo se si eliminano gli sprechi e si limano i costi non indispensabili.

E’, a mio avviso, un concetto semplice di correttezza di informazione che credo opportuna sempre, in particolare in campagna elettorale, se non si vuole ripetere la presa per i fondelli di 5 anni fa quando la lista che sosteneva Nicotra promise il tutto, compreso di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, salvo razzolare in modo opposto prelevando 600.000 /anno di maggiore addizionale Irpef senza nemmeno differenze tra redditi medio bassi e quelli medio alti, come se i portafogli fossero tutti uguali. Mi fa immensamente piacere che anche voi oggi riconosciate – lo sento per la prima volta – la necessità di mettere un pò di ordine e di equità in una strategia finanziaria assurda che mi sono sgolato di stigmatizzare tante volte in sede istutuzionale, senza alcun risultato, salvo quello morale di consiglieri e assessori che in separata sede mi davano ragione ma in Consiglio Comunale votavano, senza imbarazzo, anche le brutture

Potrei ancora continuare con altri esempi, ma sarebbe rivangare un passato che mi auguro non si ripeta: sento in giro tanta voglia di voltare veramente pagina e questo, da cittadino (sono e resterò tale, così evitiamo anche battute stupide sul mio futuro in amministrazione) mi da la speranza che in questo paese possa prevalere finalmente la serietà, la trasparenza e la correttezza: il NUOVO è anche questo.

Confermo che l’IMU, ai sensi del D.Lvo 23/2011 assorbe l’IRPEF per la parte derivanti da redditi da fabbricati, con esclusione di quelli derivanti da locazione!.

Roberto Ansaldi

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Oggi, 3 maggio 2012, la lista Noi X Santena, ha inviato un altro comunicato stampa che ha anche un titolo. Ecco il testo.

Comunicato Stampa

Oggetto: Cancellazione Imu ed Equitalia dal Comune di Santena

«In merito alle discussioni emerse nei giorni scorsi – riporta il comunicato – a seguito delle proposte della lista Noi X Santena relative alla possibilità di annullare L’Imu e disdire il contratto con Equitalia, la lista Noi X Santena e la sua candidata sindaco Patrizia Borgarello precisano quanto segue:

– la proposta allo studio dell’ex ministro Roberto Maroni ha un solido fondamento legale che non ci dilunghiamo a spiegare qui, ma che consta in una contraddizione fra quanto contenuto nel decreto “salvaitalia” e norme prevalenti previgenti.

– NON è vero, come afferma Ansaldi, che l’ Imu sostituisce l’ Irpef sui fabbricati e NON è vero che la metà del gettito delle seconde case va allo Stato.

L’ Irpef sui fabbricati resta ed allo Stato andrà la metà del gettito dei fabbricati NON la prima abitazione calcolato sulla aliquota base (a Santena si tratta di 1.700.000 euro). Ai Comuni è lasciata la facoltà di aumentare le aliquote, trattenendo il maggior gettito, o diminuirle, rimettendoci quindi in proprio. E’ vero che i trasferimenti dallo stato sono diminuiti, ma è anche vero che diminuiranno ancora in funzione del gettito IMU di ogni Comune. Quello che certamente è possibile fin da ora, attuando i meccanismi in vigore, è  non far pagare – di fatto – l’IMU sulla prima abitazione.

Osserviamo inoltre con piacere la convergenza di intenti sulla addizionale Irpef e sull’ abbandono di Equitalia, Ansaldi sarà certamente d’ accordo sul fatto che siamo l’ unica lista ad averlo proposto”.

La lista Noi X Santena.

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Si vota domenica e lunedì, c’è ancora tempo per qualche altro intervento.

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E infatti, oggi, 4 maggio 201,2 è arrivato un’ultimo contributo di Roberto Ansaldi.

L’IMU E L’IMPATTO SULLE FAMIGLIE E SUL BILANCIO DEL COMUNE

Roberto Ansaldi scrive: “L’ulteriore risposta della lista Noi per Santena, impone, mio malgrado, di fornire un ulteriore contributo di informazione ai cittadini. Andiamo con ordine: la candidata sindaco Borgarello il 30 Aprile asseriva, su rossosantena, che stavano operando per “non far pagare l’IMU ai cittadini santenesi”. Mi sono permesso di far notare, con toni urbani e confutandolo numericamente,  che era una enunciazione di principio utopistica, perché i conti del Comune non avrebbero comunque consentito l’azzeramento dell’IMU, se non elidendo buona parte dei  servizi erogati dal Comune e con l’incognita di dove reperire la parte che lo Stato incasserà comunque e con il gravame dei 925.000 € di tagli dei trasferimenti dello Stato già operativi.  Su questi aspetti, mi permetto di sottolineare, non sono state fornite nei successivi interventi di Walter Cianchetti e della lista Noi per Santena, né analisi né risposte concrete di fattibilità dell’operazione.

La lista “Noi per Santena”  afferma  il 3 Maggio  di non voler far pagare l’IMU sulla prima casa, concetto ben diverso da quello iniziale, come si può evincere dalle cifre successive. Procediamo con ordine e cerchiamo di conoscere i conti del bilancio di previsione del Comune, da cui non si può prescindere, così come sono stati elaborati dal Commissario Prefettizio, nella delibera con i poteri della Giunta Municipale  e che andranno confermati o variati dal prossimo Consiglio Comunale. Il Commissario ha pareggiato le uscite applicando le seguenti aliquote IMU: 5,5 x 1000 sulla prima casa (aliquota base prevista dalla Legge 4 x 1000, con facoltà del Comune di ridurla o aumentarla del 2 x 1000, quindi nessun azzeramento possibile a termine di Legge)  e l’8,6 x 1000 (aliquota base 7,6 x1000, con facoltà del Comune di ridurla o aumentarla del 3 x 1000 e fermo restando che lo Stato incassa comunque il 50% dell’aliquota base, ossia il 3,8 x 1000) sulla seconda casa e su tutte le altre categorie catastali (capannoni, locali commerciali, terreni edificabili etc), prevedendo i seguenti introiti per il Comune calcolati sulla banca dati del Comune, aggiornata al 2010:
–       prima casa 582.000 €
–       seconda casa e altre destinazioni catastali 2.102.000 €

Lo Stato incasserebbe 1.723.000 €. Questa è la proposta del Commissario, ricordando che lo Stato ha ridotto i trasferimenti al Comune di Santena nel 2012, rispetto al 2011, di 925.000 €, per pagare le seguenti spese:
–       Personale e mutui 2.755.000 €
–       Quota consortile assistenza 475.000 €
–       Costi istituzionali 107.000 €
–       Utenze elettriche e gas 320.000 € circa
–       Riscossione tributi 100.000 € circa
–       Illuminazione pubblica 260.000 € (consumi più manutenzione)
per un totale di 4.017.000 € sul totale di 6,2 milioni di € del bilancio, pari al 65% di spese classificate a bilancio annuale “di massima rigidità”, ossia non comprimibili.

Resta il 35%, pari a 2.183.000, con cui si deve far fronte a tutto il resto (servizi scolastici, pulizia uffici, spese postali e telefoniche, servizi informatici, autovetture, assicurazioni, manutenzioni ordinarie edifici, manutenzioni ordinaria strade, servizio rimozione neve, contributi ad enti o associazioni, manutenzione verde, segnaletica orizzontale, servizio navetta, differenza servizio mensa tra speso e incassato, cancelleria, canoni radio vigili ecc.).

Quindi, se la lista Noi per Santena non far vuole far pagare l’IMU sulla prima casa deve tagliare in modo drastico sul quel 35% di bilancio che mantiene in vita i servizi essenziali erogati dal Comune, e – per completezza di informazione – deve anche indicare quali, per rendere credibile e realistica la proposta.

L’alternativa è quella espressa dal gruppo di lavoro Bilancio e Sviluppo Economico della lista Essere Santena, a cui ho partecipato, che sta lavorando alacremente sui conti del Comune, ossia predisporre una revisione totale del bilancio – nell’ottica di  una “spending review” (riduzione della spesa) complessiva – cercando di eliminare gli sprechi e tagliare con buon senso tutte le spese non indispensabili, senza intaccare i servizi essenziali erogati. La bozza c’è, andrà verificata dalla prossima amministrazione  con i dirigenti del Comune e codificata nel bilancio di previsione pluriennale e annuale; tramite  un vero e proprio “piano di azione” serio – con interventi anche strutturali – che andrà implementato con alcune azioni  immediate ed altre a medio termine.

Tra le priorità:
–       valutare un possibile abbassamento delle aliquote IMU ipotizzate dal Commissario sulla prima casa;
–       valutare una possibile riduzione dell’addizionale IRPEF sui redditi sino a 15.000 €, dal 7 x 1000 al 2 x 1000 (tutti pagherebbero meno sino a 15.000 €, agevolando coloro che hanno redditi più bassi);
–       valutare la possibilità di creare un fondo di sostegno per le famiglie in difficoltà;
–       ridurre l’applicazione degli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente e avere quindi i denari per impostare un piano di manutenzione efficace.

Tanto più sarà incisiva ed efficace l’azione di spending review, tanto più si riusciranno a centrare gli obiettivi di cui sopra.  Mi sia consentita una annotazione: se questo tipo di lavoro fosse stato fatto negli ultimi anni (prima di aumentare in modo indiscriminato l’addizionale IRPEF per portare le stesse cifre in avanzo di amministrazione e come più volte chiesto in sede istituzionale),  avremmo evitato di buttare soldi dalla finestra e oggi tutti i cittadini avrebbero le idee più chiare di dove e come il Comune spende il denaro pubblico.

In ultimo – ribadisco – non ho mai affermato che l’IMU sostituisca l’IRPEF,  ma ho semplicemente rimarcato che l’ IMU assorbe la parte di IRPEF relativa “ alla componente immobiliare dell’IRPEF e relative addizionali, dovute sui redditi non locati”.  Basta far riferimento al D.L.vo 23/2011 (Disposizione in materia di federalismo municipale, Governo Berlusconi) e D.L.vo 201/2011 (Governo Monti), che hanno legiferato in materia, per leggere che è così. Digitando su di un motore di ricerca la frase “IMU – IRPEF” si trovano un ampio spettro di siti  specializzati che spiegano chiaramente il concetto.

Spero di aver fornito ai lettori di rossosantena un  contributo di informazione, seppur con il limite di spiegare succintamente una materia molto complessa. Per il sottoscritto la “querelle” finisce qui. Infatti,  spetterà alla prossima amministrazione, che i cittadini sceglieranno domenica e lunedì prossimi, definire la strategia da attivare su una materia che – a mio avviso –  non è liquidabile con concetti semplicistici, ma va viceversa affrontata in modo organico, con conoscenze certe e, soprattutto, con tanto buon senso.

Roberto Ansaldi

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Sempre oggi, 4 maggio, è arrivato anche un contributo di Ugo Baldi, candidato sindaco della lista Essere Santena.

«L’analisi effettuata da Roberto Ansaldi è frutto del lavoro condiviso in fase di preparazione del programma amministrativo della lista Essere Santena – scrive Ugo Baldi – . Riteniamo sia un approccio serio e non demagogico ad un problema che condiziona tutta l’azione di una Amministrazione Comunale. Il senso di responsabilità che fin dall’inizio ha contraddistinto il nostro gruppo nell’analizzare la tematica dei tributi comunali in generale e dell’IMU in particolare, non sostituisce la nostra consapevolezza e la nostra convinzione che tale imposta sia stata studiata male dal Governo centrale, risulti vessatoria per i Comuni e per i cittadini in particolare, andando a colpire in modo indiscriminato un bene comune quale la prima casa e non, viceversa, i grossi patrimoni esistenti. Tutto ciò non fa altro che aumentare il divario tra i redditi sempre più bassi e quelli sempre più alti. Se saremo chiamati ad amministrare Santena cercheremo di interagire con gli altri Comuni, nelle forme e nei modi possibili e legittimi (in particolare tramite l’ANCI), per proporre una modifica equa e sensata di questa tassa (falsamente municipale) della quale, praticamente, i Sindaci sono chiamati a fare solo gli esattori per conto dello Stato».
Ugo Baldi
Candidato Sindaco di Essere Santena

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