Santena, il senso del Museo Cavour

Santena – 2 dicembre 2012 – “Il senso del Museo Cavour di Santena”. E’ il titolo del contributo inviato da Gino Anchisi. Lo si riporta anche con l’intento  si sollecitare altre riflessioni sul tema.

Il senso del Museo Cavour di Santena

«Dopo lo smantellamento degli anni Ottanta dunque il museo risorgerà – scrive Gino Anchisi –. Tutto inizia nel 1996 con il recupero di un patrimonio storico dato per morto e risorto a nuova vita grazie all’impegno della comunità santenese e di un gruppo di volontari, gli Amici di Camillo Cavour di Santena. Si spera in un museo vivo e cioè integrato con la città che ha la fortuna di ospitare e custodire un patrimonio culturale-paesaggistico-monumentale- architettonico-artistico-archivistico-storico-librario di primaria grandezza per la storia patria. Patrimonio di rilievo europeo, nazionale, regionale, provinciale».

Gino Anchisi prosegue: «Partire con il piede giusto è molto importante. Si tratta di dare una lettura condivisa della figura e dell’opera di Camillo Cavour come principale artefice del processo di Unificazione del Paese, utilizzando il “Castello” quale custode delle memorie cavouriane e laboratorio permanente di elaborazione e di discussione di temi che riguardano il significato di essere italiani dopo centocinquantanni di storia unitaria. A chi è preoccupato di trovare le risorse per gestire l’operazione va ricordato che il castello è fonte inesauribile di energie di volenterosi impegnati da decenni nel suo rilancio. L’hanno dimostrato per primi gli amici-volontari, diventati all’inizio guide e poi esperti di accoglienza, promozione, valorizzazione; conservatori e gestori attenti del patrimonio e delle memorie delle generazioni passate e presenti».

«Poi la straordinaria avventura dei lavoratori ex Ages che da due anni lavorano per mantenere il parco e il castello – aggiunge ancora Anchisi –. Modello pratico e cavouriano del dare senso alle politiche sociali e di integrazione al reddito, svolgendo lavori utili per il bene comune. Un esempio per altre parti d’Italia: pensiamo a Pompei, dove una squadra come quella dei nostri di sicuro farebbe fare bella figura all’Italia intera. E adesso tocca a un gruppo di amici-volontari che in collaborazione con le scuole stanno realizzando un vivaio arboreo didattico nella Cascina Nuova, recuperata come struttura di servizio per attività scolastiche- culturali rivolte ai ragazzi che frequentano le scuole italiane. Cascina in cui finalmente potrebbe trovare sistemazione una biblioteca integrata con il castello, le scuole, il parco e aperta a tutti i cittadini d’Europa e del Mondo».

Santena, la città di Camillo Cavour

30 novembre 2012

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