Santena, via Trinità, c’è un piano della Giunta per ridurre la velocità

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4 risposte

  1. mateghen ha detto:

    La realizzazione delle “gicane” credo che non abbia molto senso perchè, un conto è andare piano, altro è fermarsi obbligatoriamente. La frenata e ripartenza dei mezzi provoca comunque maggior inquinamento atmosferico e acustico. Chi abita nei pressi se ne renderà conto in seguito. Poi, su quel tratto è frequente il passaggio di trattori agricoli con rimorchi che, data la bassa velocità, indurranno eventuali veicoli provenienti dalla parte opposta ad accelerare per cercare di passare comunque o fermarsi ed attendere un bel pò di tempo. Piuttosto si metta un autovelox fisso che colpisca chi va a velocità assurde. Se invece sono gli abitanti della zona hanno proposto le “gicane” allora dico “de gustibus non disputandum”.
    Ricordo solo che, in tempo di crisi, prima di fare interventi è meglio pensarci prima. Penso a quando, anni fa, era stata fatta una transennatura di via Principe Amedeo con lo scopo evidentemente di rendere più sicuri bici e pedoni. Il risultato era che, con carreggiata ristretta, il doppio senso di circolazione dei mezzi era difficoltoso e praticamente impossibile che bici e pedoni passassero nella zona delimitata senza rischiare di scontrarsi, tantè che è sparita dopo poco tempo. Intanto i soldi i cittadini li avevano spesi per quell’opera inutile.
    Matteo Tosco

    • fabio ha detto:

      Buongiorno,
      condivido il suo commento per quanto riguarda gli effetti delle “gicane” sull’inquinamento atmosferico e acustico. Cercando in rete però, dal sito http://www.asaps.it risulta quanto segue: in centro abitato l’installazione di postazioni fisse per il controllo della velocità è possibile solo nelle “strade urbane di scorrimento” ovvero strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, e una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate”.
      Ne risulta che un autovelox fisso non è possibile installarlo, per questo motivo penso che siano state proposte dagli uffici alcune alternative diverse dal controllo di velocità. Inoltre abbiamo alcuni esempi nei paesi limitrofi – Chieri – dove i velox fissi installati non hanno avuto un gran successo e una lunga vita.
      Concludo con un pensiero: “qualunque cosa venga realizzata, scontenterà sicuramente qualcuno”, trovo giustissimo cio che dici “In tempo di crisi, prima di fare interventi pensiamoci prima”, ma iniziamo a fare qualcosa!
      Fabio Grollino

  2. mateghen ha detto:

    Buongiorno,
    allora visto che l’autovelox non si può mettere fisso (e per certi versi è meglio) allora perchè non prevedere un “semaforo dissuasore”. Attraverso un sistema di rilevazione e misura di velocità posto nelle immediate precedenze. Il semaforo dissuasore è in grado di riconoscere un veicolo che procede ad andatura troppo rapida e in tal caso, inserire automaticamente la sequenza di luci gialla e poi rossa, allo scopo di bloccare la marcia del detto veicolo. Se uno procede entro i limiti (ad esempio 50 km/ora) rimane sempre verde altrimenti è obbligato a fermarsi. Io non abito alla Trinità, ma sono sicuro che un sistema a “gicane” invoglierebbe qualcuno in più a deviare per via Berrino che è più stretta, con mezzi parcheggiati ai lati e senza pista ciclabile al fianco.
    Mi sembrano validi anche i display che indicano la velocità ed eventualmente i punti patente persi.
    Iniziamo pure a fare qualcosa, ma facciamolo bene, visto che i soldi spesi sono della collettività.
    Cordialmente
    Matteo Tosco

  3. daniele ha detto:

    Gli attraversamenti pedonali rialzati se non vengono realizzati con criterio sono un DISASTRO! Il passaggio continuo dei pullman di linea genera forti vibrazioni alle abitazioni, lo abbiamo sperimentato di persona quando alcuni anni fa vennero installati degli attraversamenti pedonali in gomma. I pullman ed i mezzi di grandi dimensioni li attraversavano comunque a forte velocità, per noi che abitiamo in prossimità di tali dossi era come avvertire una scossa tellurica a ogni passaggio con conseguenze alle parti murarie che, nel corso degli anni hanno subito molte crepe.
    Ricordo che ne seguì una raccolta di firme con tutte le famiglie che non ne potevano più. Sono disposto a ripetere l’esperienza: se questi nuovi dossi sortiranno lo stesso effetto, questa volta però chiederò i danni.
    Daniele Cera