Santena, emergenza affitti

Santena – 24 ottobre 2013 – In città va aumentando il numero di persone che fa fatica a sostenete le spese di affitto. Ci sono problemi anche per i proprietari rispetto alle spese condominiali.  Gli amministratori di immobili segnalano che a fronte di questa situazione, in gran parte dovuta alla perdita di lavoro, alcuni tornano nei Paesi di origine al Sud, dove hanno le case in proprietà. Lasciano la città anche alcuni stranieri che tornano in Albania, Romania, Marocco oppure fanno rotta verso Francia e Germania.

AffittasiEzio Boglione, dello studio Vip, spiega: «Sicuramente negli ultimi mesi le famiglie di Santena fanno più fatica  a pagare sia gli affitti sia le spese condominiali.  Le situazioni di morosità sono in continuo aumento. E ora, con la nuova normativa noi amministratori dobbiamo comunque procede tramite i legali per il recupero del dovuto.  Entro sei mesi dalla scadenza del conguaglio noi amministratori siamo responsabili degli eventuali ammanchi. Quotidianamente ci troviamo di fronte a situazioni al limite del disperato, ma noi dobbiamo comunque procedere. Detto questo si rischia anche di arrivare a fondo di una ipotetica asta per la vendita dell’immobile per poi non avere soddisfazione perché la priorità va ai creditori privilegiati, ad esempio gli istituti bancari».

«Io non sono in grado di ipotizzare dei numeri – prosegue Ezio Boglione –. Certo è che le morosità per gli affitti vanno aumentando in modo esponenziale. Fanno fatica anche alcuni proprietari a sostenere le spese condominiali. Come sempre le categorie più deboli sono quelle più colpite: la perdita di lavoro, anche solo di un componente il nucleo familiare, fa subito insorgere problemi rilevanti per il bilancio familiare».

Marco Fasano che in città ha uno studio di amministrazione immobili, spiega: «Dallo scorso giugno, quando è entrata in vigore la nuova normativa sui condomini i problemi sono aumentati. Noi amministratori abbiamo l’obbligo di chiedere il dovuto ai proprietari di case senza tergiversare. In caso di mancato pagamento viene avviata una azione legale. Tutto questo ha come risultato una difficoltà crescente dovuta anche alla situazione del patrimonio immobiliare cittadino e questo vale anche per tutti gli altri comuni. Noi ci troviamo con la maggior parte degli immobili che hanno sui 30-40 anni di vita con tutta una serie di problemi che vanno dai cornicioni da sistemare alla messa a norma degli impianti vari.  Questo obbliga noi amministratori a dover chiedere più denaro in un momento di forte crisi dove il denaro spesso è davvero poco».

«Occorre altresì segnalare – aggiunge Marco Fasano – che molte persone lasciano Santena e ritornano a vivere nel Sud Italia, dove hanno una casa di proprietà.  Specialmente i pensionati, invece di restare al Nord e pagare un affitto, tornano nei comuni di origine dove fa anche più caldo e non ci sono spese di riscaldamento. Medesima situazione vale per gli stranieri: da Santena albanesi, rumeni e magrebini tornano nei loro Paesi oppure cercano di andare in Francia o in Germania. Tutto questo porta all’aumento del numero di case sfitte in città. La Regione Piemonte da alcuni anni ha disposto che tutti i condomini – che non dispongono di riscaldamento autonomo per ogni alloggio – debbano avere la centrale termica contabilizzata. E questo significa che anche in caso di alloggio sfitto occorre contabilizzare le spese di riscaldamento».

Marco Fasano prosegue: «Per quanto riguarda gli affittuari ci sono morosi che non potranno mai essere nelle condizioni di pagare, così come ci sono quelli che continuano a pagare sistematicamente in ritardo e, negli anni, il loro debito va progressivamente aumentando. Si tratta di percentuali che non saprei quantificare, ma stanno crescendo, vertiginosamente.  L’amministrazione comunale sta pagando il contratto di locazione e le spese condominiali ad alcuni nuclei che non sono in grado di fare fronte a queste spese. Il problema è che questi sono in aumento esponenziale e le casse del comune certo non potranno sostenere tutti coloro che simili problemi. Per questo penso sarebbe utile per l’amministrazione comunale tornare a riunire gli amministratori di condomini, gli uffici sociali e le associazioni di volontariato sociale, intanto per capire qual è la reale situazione cittadina e poi per tentare di cercare di vedere come affrontare la situazione.  L’ultima riunione del genere risale a un anno fa: un aggiornamento penso sarebbe proprio da fare. Dico questo perché alcune situazioni cittadine rischiano di precipitare: oggi noi amministratori se non ci sono i soldi sul conto corrente del condominio non possiamo fare altro che far staccare il riscaldamento. Negli ultimi dodici mesi le situazioni di criticità sono aumentate e ci sono problemi per il 15-20 per cento delle situazioni cittadine».

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