Santena, intitolazione sede Anc a Giuseppe Musso, l’intervento di Danilo Migliore

Santena – 1° novembre 2013 –  Domenica 27 ottobre la locale sezione dell’Associazione nazionale carabinieri, sita in vicolo San Lorenzo,  è stata intitolata al vice brigadiere Giuseppe Musso, medaglia d’argento al valor militare, carabiniere, partigiano santenese, barbaramente ucciso, nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 1944, dai nazi-fascisti a San Raffaele Cimena.  Di seguito l’intervento di Danilo Migliore, presidente della locale associazione nazionale Carabinieri.

Santena_GiuseppeMusso_271013MiglioreIl presidente dell’associazione nazionale carabinieri di Santena Danilo Migliore, parlando nel cortile della sede di vicolo San Lorenzo, ha esordito: «Buongiorno e un cordiale benvenuto a  tutti. Prima di dare inizio alla cerimonia ufficiale di intitolazione della sezione al nostro concittadino Giuseppe Musso desidererei dare un breve accenno sul percorso di vita militare e sulle vicende che lo videro protagonista e lo condussero a fare olocausto della sua giovane vita. Il 5 ottobre 1940 Giuseppe Musso entra a far parte della grande famiglia dell’Arma dei Carabinieri, quale allievo presso la caserma Cernaia, di Torino. Nel 1942 viene mandato sul fronte russo e, dopo l’8 settembre 1943, transita nelle formazioni Giustizia e libertà del fronte della Resistenza. Catturato il 27 ottobre 1944 dalla milizia fascista, il giorno successivo, pur di non rivelare i nomi di quanti ne condividevano i sentimenti di patriottismo e gli ideali di indipendenza dalla tirannide nazifascista e di non venire meno al giuramento di fedeltà, viene barbaramente trucidato a San Raffaele Cimena, rendendosi così partecipe di una drammatica pagina della storia dell’Arma che, nella lotta partigiana e nelle azioni di rappresaglia nazista, ebbe ben 2.735 caduti e 6.251 feriti. Nel preciso istante del supremo sacrificio il carabiniere, forgiata dalla più nobile e illuminata religione del dovere e il partigiano, animato da un’irrefrenabile spirito di libertà e democrazia, si sono stretti la mano, hanno fuso le loro anime in una sola, dando vita al martire, all’eroe. Per tale fulgido esempio di eroismo e di elette virtù militari il nome di Musso Giuseppe è stato iscritto nell’albo d’oro dell’Arma dei Carabinieri. E il 15 marzo 1971, l’allora presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, gli concesse la medaglia d’argento al valor militare, alla memoria, con la seguente motivazione: “Già carabiniere in servizio, entrava all’armistizio nella Resistenza e partecipava a numerose ardite azioni, sempre distinguendosi per il suo valoroso comportamento. Nel corso di un duro rastrellamento avversario attaccava con altro commilitone una autocorriera nemica catturando l’automezzo e i 4 uomini che erano a bordo. Circondato improvvisamente da soverchianti forze avversarie e catturato, veniva sottoposto a torture, ma nulla svelava che potesse nuocere alla causa partigiana, per cui veniva barbaramente trucidato”».

Santena_GiuseppeMusso_271013a2Danilo Migliore ha aggiunto. «E’ con grande e sincero orgoglio di carabinieri che oggi vogliamo ricordare il vice brigadiere Musso Giuseppe, a lui dedicando la nostra sezione, perché il suo immolarsi evoca quello di tanti, ispirati da alti sentimenti di fedeltà di lealtà di abnegazione e di dedizione al servizio del Paese che hanno per ben due secoli contrassegnato le glorie dell’Arma, presidio sempre della sicurezza e del vivere civile, tanto da avere meritato, a pieno titolo e unanimi consensi, l’appellativo di Benemerita e le cui tradizioni sono gelosamente custodite dall’Associazione nazionale Carabinieri, affidataria del medagliere. Un reverente pensiero va rivolto a tutti i caduti dell’arma che in ogni tempo, sia in Patria, sia all’estero, hanno inteso con il loro sacrifico, testimoniare con fedeltà, sino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani, ispirandosi al supremo ideale di amore, alla nostra amata patrona Virgo Fidelis, trasformando la preghiera in un gesto concreto».

Santena_GiuseppeMusso_271013a1Danilo Migliore ha proseguito: «Il nostro grazie va alle autorità civili, militari e religiose presenti. Al sindaco di Santena dottor Ugo Baldi. Al signor Crotto Giovanni, delegato in rappresentanza del sindaco di San Raffaele Cimena. Al  signor comandante provinciale dei Carabinieri di Torino colonnello Roberto Mazzi.  Al signor generale Franco Cardarelli, ispettore regionale Anc, per il Piemonte e Valle D’Aosta. Al maresciallo Salvatore Bispini, primo comandante della caserma di Santena. Al maresciallo Antonio Mosetti, presidente fondatore della nostra sezione. Al signor comandante della Compagnia di Chieri, colonnello Antonello Formichella. A tutte le sezioni Anc intervenute. Al rappresentante Anc di Chieri. Alle associazioni d’arma e a quelle del territorio. Un particolare ringraziamento al maresciallo Giovanni Esposito, comandante della locale stazione dei Carabinieri per la sempre mostrata contiguità al sodalizio e la sua generosa e incondizionata disponibilità. Mi sia altresì consentito esprimere la mia personale gratitudine al direttivo e a tutti i soci del sodalizio, che hanno profuso in maniera corale e partecipata, le loro energie per rendere al meglio la realizzazione di questo evento».

OLYMPUS DIGITAL CAMERA«Scusandomi, per eventuali e non certo volute omissioni o manchevolezze – ha chiuso Danilo Migliore – rivolgo un affettuoso e sincero grazie alla sorella del decorato, signora Margherita e al signor Gianni Gaude dell’associazione “Le radici, la memoria”, fautore della ricostruzione storica degli eventi che videro protagonista Musso. Rinvolgo un grazie anche a tutta la cittadinanza che con la loro presenza hanno inteso, ancora una volta, affermare la loro gratitudine al proprio congiunto e concittadino il quale, con la volontaria rinuncia alla sua giovane vita, ha permesso a noi oggi di poter godere appieno del gusto della democrazia e della libertà e trasmettere, con il suo esempio alla future generazioni, il senso dell’onore e il fondamento etico dell’Amor di Patria. Grazie a tutti. Viva l’arma dei carabinieri. Viva l’Italia».

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