Santena, Cavour, Pio XII, Longino e Pilato

Santena – 19 marzo 2014 – Bell’incontro il 17 marzo, nel salone Visconti Venosta. Siamo in Quaresima. Le parrocchie di Cambiano e Santena hanno portato l’annuncio del Vangelo fuori dalle chiese. Missione difficile, non impossibile che i laici pensanti non dovrebbero sottovalutare. Si parla di Longino, il Centurione e di sicurezza, ma poi il programma cambia.

Visto l’incontro precedente dedicato a Pilato, don Marco Minin, brillante conferenziere, parla del potere esercitato dagli uomini. L’ascolto stimola laiche riflessioni. Santena è la piazza giusta. Il tema riguarda sia la Chiesa e la gerarchia clericale, sia lo Stato e i suoi apparati politici e burocratici. I due Romani sono rappresentanti minori di un potere conferito da un’autorità lontana che basa la sua forza sulla potenza militare, politica, tecnologica ed economica.

LonginoPilato passerà alla storia per essersi lavate le mani. E’ il simbolo di chi non decide ciò che gli compete, di chi pretende di essere innocente lasciando ad altri la responsabilità. Alla fine un popolo privo di diritti e di poteri sceglierà Barabba. Pilato è ancora attuale: pratica la demagogia, oggi tanto di moda in certa politica. Il centurione Longino invece non si tira indietro. Aiuterà Gesù nel trapasso. Per quel gesto sarà salvo e sarà pure fatto santo: segno eloquente che si può andare in Paradiso senza l’aiuto della Chiesa e l’assistenza di un sacerdote. Ai piedi della croce, si sa, accaddero fatti misteriosi.

Sarà la vicinanza con la tomba di Cavour, ma viene in mente il potere temporale esercitato dal Papa almeno fino al 1870. Almeno: perché qualche laico ritiene sia continuato fino ad oggi. Cavour comunque liberò la Chiesa da un peso che le impediva di assumere quel ruolo universale che la differenzia dalle altre religioni. Un segno positivo della funzione svolta dal laicismo nel separare la sfera spirituale da quella politica. Operazione su cui i laicisti non devono crogiolarsi, vista la loro debolezza odierna sul fronte del lavoro produttivo, dell’eguaglianza e della giustizia.

Santena_incontriquaresima2014Parlando dell’autorità da cui origina il potere si entra nel merito delle riforme in corso. L’Italia dovrà ridefinire la sua collocazione in Europa smontando un sistema corporativo e ingiusto, risolvendo il problema dei conflitti di interesse, riducendo i costi che gravano sul lavoro e sulle imprese. La Chiesa, governata da un organo monocratico dotato di infallibilità, cercherà a livello globale di fare i conti con la povertà e la carità e con un clericalismo che ha limitato il contributo che i laici possono dare alla società.

Il discorso infine cade su un punto dolente per i laici e per i cattolici: la libertà di coscienza. Libertà, fino a pochi anni fa, considerata perversa dalla Chiesa. Conquista recente per la cattolicità, modulata dal Concilio Vaticano II. Un’acquisizione successiva alla shoah e per la Chiesa, posteriore alla morte di Pio XII (1959), di cui ancora si discute l‘atteggiamento “pilatesco”, legato alla mancata condanna del Nazismo. Una conquista che, esaltando la responsabilità individuale, apre uno spazio comune di incontro tra i laici pensanti, credenti e non. Ambito in cui, vincendo i pregiudizi, le verità devono trovare i necessari compromessi, pur lasciando spazi aperti ai reciproci dubbi.

Per i prossimi incontri vedi www.parrocchiasantena.it “Incontri di Quaresima”.

Gino Anchisi
Da Santena, la città di Camillo Cavour, 19 marzo 2014

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