Santena, cerimonia 25 aprile 2019, gli interventi dei sindaci Livio Strasly e Ugo Baldi

SANTENA – 28 aprile 2019 – La città ha celebrato il 25 aprile 2019, 74° anniversario della Liberazione d’Italia. Di seguito, il video con gli interventi di Livio Strasly, sindaco di Riva presso Chieri e di Ugo Baldi, sindaco di Santena.

La commemorazione del 25 aprile si è chiusa con gli interventi di Livio Strasly, primo cittadino di Riva presso Chieri e di Ugo Baldi, sindaco di Santena. Al termine sei ragazzi delle scuole santenesi hanno depositato due mazzi di fiori ai piedi dei cippi in memoria dei partigiani santenesi Giovanni Tosco e Giuseppe Musso. La banda musicale Canonico Serra come brano di chiusura della cerimonia ha proposto l’Inno d’Italia, cantato da un buon numero dei presenti.

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Di seguito, il testo dell’intervento del sindaco Ugo Baldi.

25 aprile 2019

Il sindaco Ugo Baldi ha iniziato così: «La storia ci ha insegnato che la libertà si riconquista sempre lottando con le armi, tra sofferenze e grida di dolore, a costo della vita di chi ci crede più degli altri. Ma la storia ci ha anche insegnato che la libertà si perde sempre senza che ce ne accorgiamo; nel silenzio dell’indifferenza e della mancata partecipazione. La libertà è difficilissima da riconquistare e, purtroppo, non ci accorgiamo mai di averla perduta fino al momento in cui è impossibile riaverla».

Ugo Baldi ha proseguito così: «Uno dei padri della Resistenza ci ha insegnato che “La Libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale, solo quando comincia a mancare”. Il 25 aprile di 74 anni fa, non fu soltanto la liberazione dai nostri territori degli occupanti tedeschi. Non significò soltanto liberarsi dagli ultimi strascichi del fascismo e dalla Repubblica di Salò, liberarsi della guerra, dei morti e delle violenze. Il 25 aprile di 74 anni fa significò più di ogni altra cosa, liberarsi dall’angoscia e dalla paura. Ma siamo certi di aver realmente finito di lottare per la libertà? E poi, di quale libertà stiamo parlando? Della mia, della tua, della nostra libertà? Siamo così sicuri si tratti della libertà di tutti?».

Il sindaco Ugo Baldi ha proseguito con una domanda: «Questa libertà di cui disponiamo, che ci sembra così “normale” è realmente “normale” per tutti? Gli stranieri, gli omosessuali, i portatori di handicap, sono stati tra i principali soggetti colpiti dalla persecuzione nazifascista di 75 anni fa, ma siamo così sicuri che oggi godano tutti quanti della nostra libertà “normale”. Oggi, per loro, nel nostro Paese, possiamo veramente affermare con convinzione che esista una reale e completa uguaglianza? La realtà, ragazzi e cittadini, è che dobbiamo sempre diffidare di ciò che è considerato “normale”. Un “normale” che troppo sovente nasconde ipocrisia, perbenismo e difesa di privilegi acquisiti e non conquistati».

Ugo Baldi ha aggiunto: «E poi, se da un lato, non dobbiamo mai dare per scontato che la nostra condizione di libertà sia eterna (perché non lo è per niente e la storia ci ha puntualmente dimostrato che la si perde in un attimo, se non la si difende tutti i giorni), d’altro canto è altrettanto vero che essere persone libere porta con sé grandi assunzioni di responsabilità, se non si vuole delegare ad altri la propria libertà. La nostra condizione di donne e uomini liberi, ci lascia liberi di decidere come comportarci nei confronti degli altri (e non parlo di atti criminosi, ma del rapporto civile tra le persone); ci lascia liberi di conservare l’ambiente in cui viviamo o di deturparlo o addirittura di condizionarne l’esistenza futura. Ci lascia liberi di essere protagonisti della vita della nostra Comunità e del suo bene comune oppure di vivere solo per noi stessi e per la nostra famiglia, delegando totalmente a chi grida più forte le scelte per il nostro futuro».

Il sindaco Ugo Baldi ha chiuso così: «Io ne sono certo: non esiste libertà se non esiste partecipazione. Proprio perché, partecipare rende consapevoli e dalla consapevolezza rinasce ogni giorno il senso vero della libertà e il desiderio di conservarla e rafforzarla o, se necessario, riconquistarla. La stessa consapevolezza che indusse i nostri ragazzi santenesi, 75 anni fa, a scegliere la lotta partigiana per riconquistare, anche a costo delle loro giovani vite, quella libertà che sembrava inesorabilmente perduta per sempre, e che oggi ci consente di essere qui, insieme, per ricordarli e ricordare a noi stessi che alla radice di ogni forma di negazione della libertà altrui c’è il proprio personale egoismo. Grazie Giuseppe e Giovanni per non esserlo stati. Buona Festa della Liberazione a tutti i cittadini santenesi».

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Ai lettori – Per la cronaca dell’evento cittadino dedicato al 25 aprile 2019, 74° Anniversario della Liberazione d’Italia, considerata la durata della cerimonia, il blog ha preparato quattro video. Questo era l’ultimo.

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