Santena. 3 ottobre 2025. Giornata della memoria e dell’accoglienza. Il Gruppo Missionario c’è

SANTENA – 6 ottobre 2025 –  In occasione del 3 ottobre 2025, Giornata della memoria e dell’accoglienza, il Gruppo missionario delle parrocchie di Santena, Cambiano e Villastellone ha organizzato un momento di preghiera.

32.700. Trentaduemila settecento, questo il numero di vittime registrate nel Mediterraneo, dall’anno 2014 ad oggi. Per il 2025 ci si posiziona già a 885. Proprio il 3 ottobre 2025, ricorreva la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, istituita dall’UNHCR per ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. Il Gruppo Missionario di Cambiano-Santena-Villastellone ha voluto ricordare questa ricorrenza proprio lo scorso venerdì 3 ottobre. Nella Grotta della Chiesa di Santena, al termine della messa feriale, alla presenza di 40 persone, sono stati letti alcuni nomi di migranti che hanno perso la vita lungo la rotta del mediterraneo centrale. Un elenco troppo lungo, interminabile, di ragazzi, donne, bambini e neonati che non sono riusciti a raggiungere le nostre coste, registrate dal mese di giugno 2024 a giugno 2025.

L’evento è stato realizzato in occasione del Festival dell’Accoglienza, organizzato dalla Diocesi di Torino, per “rafforzare il suo lavoro di riflessione e sensibilizzazione. Un’occasione per fermarsi a riflettere sui significati profondi del verbo “accogliere”, sull’accoglienza, sugli ostacoli e sulle sfide per costruire territori inclusivi e coesi” (dal sito del Festival dell’Accoglienza Torino). Il momento ha visto una breve introduzione per confermare che la triste, crudele esperienza che emerge dalla lettura di tutti questi nomi ci interroga: a causa della guerra, della fame, delle distruzioni conseguenti a eventi sismici o ad inondazioni, moltissime persone sono costrette ad abbandonare le proprie case, i propri amici, il proprio lavoro per trovare salvezza altrove. Partire è una decisione grave, che non si prende a cuor leggero, per spirito di avventura, ma queste persone sono spinte dalla necessità, in cerca di un luogo sicuro in cui vivere loro e le loro famiglie.

In seguito, si sono letti 60 nomi di persone migranti, morte per diverse cause: chi annegato, chi di fame e sete, chi per incidenti stradali e chi colpito dalla polizia. Nel frattempo, in onore di tutte queste persone, sono stati accesi dei lumini al fine di illuminare, con la loro fragile luce, le nostre menti e il nostro pensiero per persone che non conosciamo e di cui non sappiamo nulla, ma per cui possiamo provare un sincero sentimento di tristezza e compassione.

L’incontro si è chiuso leggendo alcune parole pronunciate da Papa Leone XIV, nel giorno della sua elezione: “Aiutateci (…) a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. La posta in gioco è alta perché si tratta di ridare senso a un sostantivo – la pace appunto – che è stato peccaminosamente svuotato di significato da una cultura incentrata sui sovranismi o nazionalismi. Ponti che sono l’esatto contrario dei muri, ponti che uniscono i popoli dichiarando la fraternità universale, la globalizzazione perspicace di Dio all’insegna della solidarietà”. L’accoglienza, l’attenzione all’altro è la via sicura per la pace, per costruire la pace. È una via schiettamente umana, ancor prima che cristiana.

Carlo Mosso
Santena, città di Camillo Cavour

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LINK
https://festivalaccoglienzatorino.it/
https://www.diocesi.torino.it/site/festival-dellaccoglienza-v-edizione-torino-e-il-piemonte-riflettono-sulle-migrazioni/
https://www.unhcr.org/it/cosa-facciamo/la-nostra-voce-i-rifugiati/memoria-e-accoglienza-il-3-ottobre