SANTENA – 2 dicembre 2025 – Une personne sur la petite passerelle. Un’esperienza didattica a Lione, nell’ambito del Progetto Erasmus+, con un gruppo di ragazzi delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado – Scuola media Giovanni Falcone – dell’Istituto Comprensivo di Santena, selezionato in base al merito scolastico e alla motivazione.
Nel mese di ottobre, l’Istituto Comprensivo di Santena ha portato a termine un’importante iniziativa formativa grazie ai finanziamenti del programma Erasmus+. Venti studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado hanno avuto l’opportunità di partecipare a un progetto di mobilità internazionale che li ha condotti a Lione, dove sono stati accolti da una classe di coetanei francesi. Per cinque giorni gli alunni, accompagnati da tre docenti, hanno vissuto un’esperienza fuori dal comune: hanno alloggiato su una chiatta e preso parte ad attività scientifiche, visite culturali e momenti di confronto interculturale. Un’occasione preziosa non solo per approfondire competenze disciplinari, ma anche per sviluppare collaborazione, autonomia e spirito europeo.
Una volta rientrati, i ragazzi hanno condiviso impressioni e riflessioni con la comunità scolastica. Un gruppo di studenti ha poi trasformato l’esperienza in un racconto giornalistico, dando vita all’articolo che segue. “Une personne sur la petite passerelle” questa è la prima cosa che ci hanno insegnato il capitano e le educatrici appena siamo saliti sulla chiatta a Lione. Si trattava della chiatta “Vorgine et de Courente” che ci avrebbe ospitato per un soggiorno di 5 giorni. Ebbene sì, la scuola Giovanni Falcone di Santena è riuscita ad organizzare un’esperienza didattica a Lione, nell’ambito del Progetto Erasmus+, con un gruppo di ragazzi delle classi terze selezionato in base al merito scolastico e alla motivazione. Ad accompagnarci c’erano le docenti Stefania Vignali, Margherita Mazzanti e Franca Iannone. È stata un’esperienza magnifica e senza eguali, e siamo molto contenti di essere riusciti a parteciparvi. Oltre ad avere parlato francese per tutta la durata del soggiorno, abbiamo partecipato a diversi laboratori scientifici e abbiamo vissuto esperienze interessanti che ci hanno arricchiti molto. È stata un’immersione linguistica e culturale colma di momenti formativi e di divertimento.
Siamo partiti lunedì 6 ottobre 2025, alle prime luci dell’alba e abbiamo viaggiato in pullman. Eravamo infreddoliti e assonnati, ma appena partiti ci siamo messi a parlare, cantare e giocare tutti insieme. Fin da subito abbiamo capito che sarebbe stata un’esperienza magnifica! Siamo arrivati a Lione verso mezzogiorno. Prima di salire sulla chiatta (“péniche” per i francesi), abbiamo conosciuto le educatrici che ci hanno accompagnati nella nostra avventura, Nathanielle e Manon. Ci hanno spiegato alcune regole da rispettare e poi siamo entrati per pranzare. Al pomeriggio abbiamo navigato sul Rodano, questo fiume grandissimo e lunghissimo che attraversa la città, e abbiamo visitato la parte più antica di Lione. La cena è stata “un’esperienza”! A ogni tavolo c’era uno “chef de table” cioè una persona incaricata di apparecchiare, sparecchiare e portare le pietanze. Il cibo francese non è sicuramente all’altezza di quello italiano, ma è stato lo stesso tutto molto buono ed è stato entusiasmante scoprire i cibi locali. Subito dopo, stanchi morti, ma contenti, siamo andati a dormire. In tutto abbiamo occupato sei camere: una grande destinata ai maschi, tre camerate con quattro letti ciascuna destinate alle femmine e due per le professoresse. Le cuccette erano molto piccole e strette, ma molto accoglienti, anche se più di una volta abbiamo provato una certa insofferenza per lo spazio ristretto.
Al mattino ci siamo svegliati presto, alle 7:30, abbiamo fatto colazione con latte e cereali, baguette, burro e marmellata e ci siamo incamminati per visitare un’altra parte di Lione. Quando siamo tornati sulla péniche per pranzare, abbiamo incontrato per la prima volta i ragazzi francesi! Eh sì, insieme a noi, c’è stata anche una classe di studenti francesi! Loro venivano da Cognin, un paese lì vicino. Con loro abbiamo parlato solo in francese perché conoscevano molto poco l’italiano perché avevano appena iniziato a studiarlo. Noi ragazzi italiani non eravamo tutti della stessa classe, ma provenivamo da classi diverse, per questo non abbiamo fatto amicizia solo con i ragazzi francesi, ma anche tra di noi! Tutti insieme siamo andati sul ponte superiore e abbiamo navigato fino alla confluenza tra il Rodano e la Saône osservando il paesaggio. Lì, dopo ave attraccato, abbiamo pranzato tutti insieme, e successivamente abbiamo visitato Lione vecchia (Vieux Lyon). In seguito abbiamo preso la funicolare e raggiunto la basilica di Nôtre-Dame sulla collina da cui si gode una bellissima vista sulla città. Alle 16,00 circa siamo tornati sulla péniche e abbiamo avuto tre ore di tempo libero per giocare, chiacchierare e fare amicizia. Dopo cena abbiamo partecipato alla serata karaoke, durante la quale abbiamo cantato sia canzoni italiane che francesi.
La mattina successiva ci hanno divisi in due gruppi: uno si è dedicato a un lavoro sulla chiusa, mentre l’altro ha svolto un’attività sul paesaggio francese. Siamo poi saliti tutti sul ponte superiore, dove abbiamo potuto osservare dal vivo una chiusa con un notevole dislivello e capire meglio il suo funzionamento. Al rientro, i due gruppi si sono scambiati le attività. Dopo pranzo abbiamo riformato due gruppi: mentre uno svolgeva un’attività sui castori – la cui presenza è considerata un segnale positivo per la salute del fiume – per conoscerne meglio il modo di vivere, l’altro gruppo pescava microorganismi, come scorpioni d’acqua e piccoli gamberetti. Quando siamo tornati sulla chiatta eravamo tutti bagnati e stanchissimi, ma entusiasti delle attività. Dopo cena abbiamo partecipato alla serata discoteca, o, come la chiamano i francesi, la boom.
Il quarto giorno abbiamo raggiunto e visitato Trévoux, una cittadina che custodisce un importante patrimonio architettonico. Al pomeriggio, mentre navigavamo per tornare a Lione, ci siamo nuovamente divisi in due gruppi e ci siamo alternati nelle attività. Un gruppo è salito sul ponte e con il binocolo ha osservato gli uccelli lungo le rive della Saône e del Rodano, zone ricche di varie specie di uccelli sia migratori sia stanziali, l’altro gruppo ha esaminato al microscopio gli organismi pescati da noi stessi il giorno prima. Verso le 17.00 siamo attraccati a Lione e abbiamo accompagnato i nostri amici francesi alla stazione, perché dovevano tornare a casa, e noi ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata per le vie della città, comprando crêpes, caramelle e gingilli vari.
E dopo giochi, risate, corse e tanto divertimento è arrivato anche l’ultimo giorno. Appena svegli abbiamo fatto le valigie e disfatto i letti, mentre la barca si spostava verso la confluenza. Scesi dalla chiatta ci siamo recati nel punto d’incontro del Rodano e della Saône, “il punto degli innamorati” e in seguito abbiamo visitato Il Museo della Confluenza, edificio simile a un’astronave di vetro e acciaio. Gran parte della mattinata l’abbiamo passata lì dentro, osservando mostre che raccontano l’avventura dell’uomo dall’origine ai giorni nostri. È stata un’esperienza interessante e bellissima! Alle 17.00 del giorno 10 ottobre, dopo aver salutato le nostre animatrici e il personale della nave, siamo saliti sul pullman e partiti per tornare a casa, a Santena. È stata un’avventura decisamente positiva, arricchente e… divertente!
Gli studenti delle classi terze dell’Istituto Comprensivo di Santena
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