UNESCO riconosce la cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità. La dichiarazione del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese

SANTENA – 10 dicembre 2025 – L’Italia vede oggi entrare ufficialmente la propria cucina nel patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO. Un riconoscimento che valorizza non solo la tradizione gastronomica nazionale, ma anche il ruolo delle comunità locali e delle filiere che custodiscono prodotti, saperi e pratiche agricole. Le dichiarazioni di Roby Ghio, presidente del Distretto del cibo del chierese-Carmagnolese

Roby Ghio

«La nostra forza sta nella continuità di una filiera che ha saputo evolversi senza perdere autenticità, portando avanti un patrimonio fatto di tradizioni, tecniche e biodiversità – afferma Roby Ghio, presidente del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese e sindaco di Santena -. Questo riconoscimento internazionale mette al centro non solo ciò che arriva in tavola, ma il sistema che lo sostiene: agricoltori, trasformatori, cooperative, ristoratori e amministrazioni che hanno creduto nel valore del nostro territorio».

Il Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese rappresenta oggi 28 Comuni e un mosaico agricolo che spazia dall’asparago di Santena al peperone di Carmagnola, dalla tinca di Poirino alle produzioni cerealicole e vitivinicole delle colline. La notizia dell’UNESCO trova qui un terreno fertile, dove la cultura gastronomica è parte integrante dell’identità locale e della progettazione futura. Roby Ghio sottolinea come il riconoscimento possa diventare una leva per rafforzare lo sviluppo rurale: «La tutela del patrimonio immateriale passa da scelte concrete, come la valorizzazione delle filiere, la promozione delle pratiche sostenibili e il dialogo costante con le comunità. È un’opportunità per consolidare ciò che siamo e per progettare insieme le prossime stagioni».
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FONTE: comunicato stampa Scoprinetwork