Santena. Il presepe dei ragazzi delle scuole superiori, gruppi Germogli e Tralci

SANTENA – 29 dicembre 2025 – Questa settimana, davanti alla balaustra, in chiesa parrocchiale, era esposto il presepe dei ragazzi delle scuole superiori, dei gruppi Germogli e Tralci.

 


Accanto al presepe un foglietto, con questo testo: «Durante il ritiro di Natale i ragazzi dei gruppi Germogli e Tralci hanno costruito insieme questo presepe, che è diventato molto più di una semplice rappresentazione della Natività. Con le loro mani hanno plasmato questo simbolo antico, utilizzando materiali semplici: tappi di sughero, cartone, stoffa per le vesti delle statuine. Alcuni si sono occupati della capanna, altri delle pecorelle, altri ancora hanno curato i dettagli dei personaggi.

Fare il presepe ogni anno non è un gesto ripetitivo, ma un rinnovato atto di fede e memoria. Costruirlo insieme significa fermarsi dal ritmo frenetico della vita quotidiana, esso diventa un momento in cui le mani che costruiscono preparano anche il cuore ad accogliere.

Fu proprio San Francesco d’Assisi, nel 1223 a Greccio, a creare il primo presepe vivente della storia. Francesco voleva che le persone potessero “vedere con gli occhi del corpo” il mistero del Natale, toccare con mano la povertà e l’umiltà di quella notte.

Come Francesco 800 anni fa, anche noi abbiamo compiuto lo stesso gesto: rendere visibile e vicino il mistero del Natale. Nel costruire la grotta, le statuine, cercare il posto giusto per ogni pastore, abbiamo rivissuto quell’intuizione francescana che la fede passa anche attraverso i sensi, attraverso le cose semplici che parlano al cuore.

Il presepe diventa così un ponte tra cielo e terra, tra passato e presente. Tra la grotta di Betlemme e la vita di ogni giorno. E così come Francesco scoprì quella notte a Greccio, anche noi possiamo scoprire che costruire un presepe significa preparare un posto per Gesù nella propria vita».