SANTENA – 1° gennaio 2026 – Parlarne oggi in tempi di antisemitismo, islamofobia e anticattolicesimo è utile per capire da dove veniamo e dove stiamo andando. L’Italia unita fu un successo della società religiosa e della società civile. Don Giovanni Bosco protagonista dell’Italia Unita e della Chiesa universale.
La storia d’Italia insegna che la fine del potere temporale nel 1870 fu un evento provvidenziale. Così si espresse, dando ragione a Camillo Cavour e a Alessandro Manzoni, il Cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, in Campidoglio il 10 ottobre 1962, il giorno prima dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Probabilmente Dio intervenne, perchè mentre l’esercito italiano il 20 settembre invadeva la città eterna, Pio IX riuscì a far approvare dal Concilio Vaticano I il Primato del Vescovo di Roma e l’Infallibilità del Papa. Due dogmi, cardini dell’unità della Cattolicità, ben più significativi del potere temporale.

Quel 20 settembre 1870 i rapporti tra l’Italia unita e la Chiesa universale entrarono in una nuova fase. Contrassegnata da altri due eventi. Il trasferimento della Capitale da Firenze a Roma e l’approvazione del Parlamento della Legge sulle Guarentigie n° 214/71. La legge Emilio Visconti Venosta, il ministro degli Esteri, custode della linea cavouriana nei governi unitari. In quei mesi lo scontro tra lo Stato e la Chiesa si evolveva verso una concorrenza basata sulla separazione dei ruoli. Bisognava dunque trovare nuovi equilibri. Mentre Pio IX da una parte si dichiarava prigioniero dei barbari invasori, dall’altra si cercavano soluzioni per dare continuità all’azione della Chiesa cattolica romana. Il buon senso diceva che era necessario un compromesso. Ci volevano garanzie ma il problema era come e chi le avrebbe chieste e gestite. La legge sulle Guarentigie offrì la soluzione dando modo ai conciliaristi presenti nei due fronti di agire con determinazione. La Chiesa aveva urgenza di procedere alla nomina dei Vescovi: i pilastri del governo ecclesiastico nei territori organizzati in diocesi. Pio IX, che già si era avvalso di Don Bosco nel 1867, fece di nuovo ricorso alle sue capacità diplomatiche.
Anche l’azione di Don Bosco ebbe qualcosa di provvidenziale. Stavolta non c’erano più Rattazzi e Ricasoli. Il Primo Ministro era Giovanni Lanza, politico di Casale Monferrato, coscritto e amico di Camillo Cavour. Con lui al Governo svettavano due campioni della politica liberale: Quintino Sella, ministro della Finanza e Emilio Visconti Venosta, ministro degli Affari Esteri. L’Italia, oltre a risanare il bilancio, doveva definire la sua collocazione negli equilibri europei e meditterranei. E ciò significava mettere in discussione i rapporti con la Francia. La potente alleata del 1859 intervenuta per dare battaglia agli Austriaci innescando il processo culminato con l’Unificazione. Il momento era maledettamente complesso. Napoleone III nel 1870 pretendeva una restituzione di favori nella guerra contro la Prussia di Bismarck. I Francesi però sottovalutavano la nuova situazione geopolitica e sminuivano l’imbarazzo italiano per la protezione francese che impediva di fare di Roma la capitale. Mai calcolo fu più sbagliato. Il santenese-cavouriano, Emilio Visconti Venosta, fu l’abile traghettatore verso due obiettivi sostanziali: evitare di schierarsi con i Francesi e, dopo la loro sconfitta, prendere Roma trattando un accordo con il Papa. La conciliazione era la linea maestra indicata da Camillo Cavour. Il tutto avveniva tenendo conto di un quadro internazionale in rapida evoluzione.
Dal 1870 una nuova rivoluzione investiva l’Italia con un’operazione dalla forte ricaduta sull’economia, i commerci, la logistica, i trasporti e la società a livello mediterraneo, europeo e mondiale. Il 19 novembre 1869 infatti era entrato in funzione il Canale di Suez che collegava l’Oceano Indiano al Mediterraneo. Nel settembre 1871 veniva aperto il Tunnel del Frejus che raccordava tramite ferrovia il porto di Genova a Torino-Lione-Parigi. Alla Francia, alla Penisola Iberica, al Nord Europa e al Regno Unito. In questo contesto si inseriva l’azione di Don Bosco. Che trattò con successo con il Primo Ministro Giovanni Lanza la nomina dei nuovi Vescovi. Una dimostrazione di quanto credito avesse il Santo Sociale nei confronti del Re e di un ceto politico che sapeva di dover fare i conti con una Chiesa – rappresentata da Pio IX, ma soprattutto da Don Bosco – che sempre più si misurava con la questione sociale e con l’interpretazione degli interessi delle nuove categorie emergenti nella società, italiana e mondiale.
Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 1° gennaio 2026
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FONTE IMMAGINI:
-nella foto sopra il titolo del post: Battaglia di Sedan nel 1870. L’ex imperatore Napoleone III viene catturato a Sedan e consegna ai prussiani un esercito francese di 80.000 uomini. Immagine di Epinal, French School. Private Collection / Bridgeman Images;
-Don Giovanni Bosco, Fonte Vatican news;
-Emilio Visconti Venosta, Fonte Wikipedia
