CAMBIANO – 1° febbraio 2026 – Il Comitato spontaneo Cambiano per Gaza ha chiuso la serata, organizzata il 30 gennaio 2026, alla biblioteca Fratelli Jacomuzzi, sul tema “Quando il male diventa normale. Memoria, pensiero e responsabilità nella vita collettiva”. Una serata per fare memoria dell’olocausto degli ebrei. Relatrice la psicologa Iolanda Gaeta. Elena Carena, ha presentato il cammino e gli obiettivi del Comitato spontaneo Cambiano per Gaza.
Aurora Grassi, assessora della Giunta cambianese guidata dal sindaco Carlo Vergnano, ha introdotto così l’intervento di Elena Carena, rappresentante del Comitato spontaneo Cambiano per Gaza: «Effettivamente a Gaza, sotto i nostri occhi, sta avvenendo un genocidio di una ferocia incredibile. Il Comitato spontaneo è sorto con persone di tre comuni: Cambiano, Santena e Pecetto. Questo Comitato è mosso da una forza incredibile. Da giugno 2025, ogni domenica sera, si riunisce a Cambiano, davanti alla chiesa dello Spirito Santo. Poi, a partire dalle ore 22 si fa rumore per qualche minuto. Un gesto per continuare a tenere viva l’attenzione sull’incredibile dramma di Gaza. Se stiamo male a vedere oggi le immagini dei campi di sterminio, dobbiamo stare altrettanto male nel vedere famiglie, giovani e adulti che, nella striscia di Gaza, stanno morendo uccisi dalla guerra, dalla fame e dal freddo. Non dobbiamo dimenticare che stasera a Cambiano commemoriamo un olocausto, quello degli ebrei, ma a Gaza un nuovo genocidio sta avvenendo, oggi, sotto i nostri occhi». Aurora Grassi ha aggiunto: «Come possiamo noi stare zitti di fronte a quello che succede a Gaza? Come tenere l’attenzione su Gaza? Non possiamo fare altro che esprimere continuamente il nostro dissenso a fronte di questa situazione».
Elena Carena, a nome di tutto il Comitato spontaneo Cambiano per Gaza, ha iniziato così: «Il comitato? Siamo tanti e ci troviamo con costanza. Fare memoria di quanto succede a Gaza è importante per non dimenticarci di questo presente. Occorre capire che i meccanismi che hanno portato all’olocausto degli ebrei si possono ripetere. Oggi noi siamo testimoni di questo». Elena Carena ha aggiunto: «Nella Giornata della Memoria e del Ricordo, nel rispetto dell’unicità del genocidio del popolo ebreo e di tutte le persone perseguitate dai nazifascisti nel periodo dele seconda guerra mondiale, occorre testimoniare che siamo consapevoli che queste cose si possono ripetere. Dobbiamo avere il coraggio di non paragonare le due cose, ma di dichiarare che sta succedendo di nuovo. Una cosa, quanto sta capitando a Gaza, che è già successa anche in altre parti del mondo. Noi non dobbiamo perdere la speranza nel dire restiamo umani».
«Che senso ha trovarci tutte le domeniche sera a Cambiano? – ha detto Elena Carena -. Ha molto senso. Ci troviamo fisicamente. Ci riconosciamo. Ci conosciamo. E, insieme, vengono e maturano idee per stare vicini e portare aiuto alle popolazioni che stanno soffrendo. Ci sono quelli che vivono a Gaza – i gazawi -, ma ci sono anche i curdi, con situazioni di continua persecuzione. Anche questo è giusto averlo presente e riportarlo. Nel mondo, ci sono tantissime altre situazioni di ingiustizia. A Gaza, una realtà democratica, quale quella israeliana, si sta accanendo contro un’intera popolazione. La domanda è come può Israele, che nel passato ha vissuto l’olocausto, che lo porta nella propria memoria, come può portare avanti oggi questo genocidio?» Aurora Grassi ha detto: «Da tante parti nel mondo ci sono manifestazioni di atrocità incredibili. Noi non dobbiamo abituarci a questo. Questo è il messaggio di questa sera. Dobbiamo invece denunciare queste disumanizzazioni. Da qualsiasi parte del mondo avvengano. Occorre insegnare ai ragazzi che l’umanità esiste. Che ci sono dei valori che dobbiamo continuare a portare avanti. Che il denaro e la carriera non sono tutto. I valori sono altri. La felicità, certe volte, la si ottiene anche senza avere una lira in tasca. Perché la felicità dipende dalle relazioni».
Elena Carena ha chiuso così: «A Cambiano, ogni domenica sera si conoscono persone. Si parla e si discute di cosa possiamo fare per contribuire a cambiare quanto succede a Gaza. Questo è il nostro modo di lavorare ogni domenica sera a Cambiano. Ci si informa, innanzitutto per difenderci dal bombardamento di immagini drammatiche e da un senso di impotenza. Parlare e confrontarsi è già un modo di non restare immobili di fronte a questa ingiustizia, al dramma della Striscia di Gaza. Invito tutti a venire a Cambiano la domenica sera. Invito tutti ad aggiungersi a questo gruppo, aperto a tutti. Abbiamo voglia di confrontarci per parlare, anche con chi la pensa diversamente e ci porta altri punti di vista. Sono tutti preziosi. L’importante è parlarci e non trincerarsi dietro e dentro idee che – se non si confrontano – non andranno mai da nessuna parte». La serata si è chiusa con queste parole, pronunciate piano da Elena Carena. Rimarcate e sottolineate dall’applauso forte e lungo dei 48 presenti in sala.
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