SANTENA – 20 febbraio 2026 – Gianni Ghio. 79 anni. Già sindaco della città di Santena, dal 2002 al 2007. Primo cittadino della città di Camillo Cavour dopo la Giunta Benny 2 e prima della Benny 3. Dal 2010, fino a oggi, ha svolto il servizio di presidente del cda del Cssa Chieri, Consorzio dei servizi socio assistenziale del Chierese. L’intervista.
Gianni Ghio comincia con questa considerazione sul significato del Cssa Chieri: «In questi anni purtroppo non tutti comprendono bene il significato del Consorzio. Si tratta di un ente fondamentale per tutti i comuni. Non sempre però gli amministratori percepiscono correttamente il ruolo del Consorzio che, a volte, viene visto, riduttivamente, solo come fonte di spesa. Non è così. Il Cssa Chieri rende un servizio, a nome e per conto dei Comuni associati, in ambito socio-assistenziale. Queste sono competenze specifiche dei Comuni. Il Cssa Chieri provvede, per conto dei Comuni, a tutte le necessità delle fasce più deboli e meno abbienti della popolazione dei vari Comuni. Per questi servizi svolti dal Cssa Chieri i Comuni versano al Consorzio 43 euro per ogni loro abitante».
Con che atteggiamento e convinzioni sei arrivato nel 2010 sulla scrivania del presidente del Cda del Cssa Chieri?
«Ci sono arrivato con tutti i preconcetti che si hanno come amministratore comunale. Spesso l’orizzonte di chi amministra i Comuni è limitato: preme che funzionino le fognature, che le strade abbiamo poche buche, che le aree verdi siano attrezzate e che le città siano sicure e con una buona qualità della vita, per tutti i cittadini. Poi, piano piano ho capito il ruolo del Consorzio. Fare fronte, a nome e per conto dei Comuni, alle necessità delle fasce deboli, rispetto ai bisogni socio-assistenziali».

Quando sei arrivato che situazione hai trovato al Consorzio?
«Ho trovato un ente gestito correttamente. Anche se, come per tanti enti pubblici, presentava qualche difficoltà, contabile. Il nostro bilancio è finanziato dallo Stato, dalla Regione, in parte da Città metropolitana e dai comuni. Cosa succede di spiacevole? Taluni di questi enti pagano con ritardi che, dal punto di vista contabile, si potrebbero definire spaventosi. Le risorse ci arrivano dopo uno o più anni. Questo significa che il Consorzio è chiamato a fare fronte tempestivamente alle spese e poi incassa in ritardo da questi enti. Ogni anno predisponiamo il bilancio facendo riferimento agli importi degli anni precedenti poi, per una parte anche cospicua dei pagamenti, necessariamente procediamo con anticipazioni di cassa. Questo significa che, inevitabilmente, a livello di bilanci annuali, andiamo in difficoltà».
Sulla tua scrivania che cosa arrivava?
«Il grosso dei servizi offerti dal Cssa Chieri sono le tutele e le amministrazioni di sostegno, che riguardano i soggetti deboli che il tribunale assegna al consorzio. Si tratta di accompagnare situazioni delicate, relative sia alle spese quotidiane, come dei vari aspetti della vita di tutti i giorni di queste persone».
Come ha pesato la crisi occupazionale sul Cssa Chieri?
«In questi anni la crisi occupazionale ha colpito duro anche questo territorio. Noi, per quanto possibile, collaboriamo con i Centri per l’impiego con cui abbiamo siglato una serie di protocolli, in relazione alla disoccupazione e ai percorsi formativi di riqualificazione di questi soggetti in cerca di nuova occupazione. Gli aiuti e i sostegni alle fasce più deboli il Consorzio – per mantenimento, abitazione, sostegno ai piccoli e altro ancora – ogni anno, ammontano a oltre 800mila euro».
Che cosa ha significato la pandemia del covid-19?
«Il covid ha significato un problema grosso, non da poco. Per tutti: cittadini come il nostro personale. La gente stava chiusa in casa. Lavorava da remoto. Si erano persi i rapporti umani. Un po’ tutto diventava più difficile. Ora, per fortuna questa emergenza è finita».
Che rapporti hai instaurato con i sindaci dei Comuni facenti parte del Cssa Chieri?
«Si tratta della mia funzione fondamentale. Gran parte dei sindaci ha capito che il rapporto con il Consorzio deve essere puntuale e costante. In particolare, mi riferisco all’assemblea dei sindaci, ente deliberante del Cssa Chieri. Con i sindaci ho instaurato un dialogo costante. In questi anni, quotidianamente, sono stato impegnato a intermediare tra amministratori e l’ente».
In questi anni che rapporti hai avuto con dirigenti e personale del Cssa Chieri?
«Credo che il personale faccia uno dei mestieri più difficili del mondo. Davvero, Un personale quasi mai gratificato dagli utenti. Un personale spesso sotto stress. A volte in balia dell’emotività dei soggetti seguiti».
Che rapporti hai avuto con i mezzi di informazione locale e non?
«Dico subito questo. In tutti questi anni al Cssa Chieri non ho mai visto una intervista fatta per riprendere le cose positive o per valorizzare l’ente. Sempre e solo critiche. A volte financo strumentali. E questo, davvero, non va bene. Che dire? Non ci posso fare niente. Ormai questo è l’andamento, generale, dell’informazione nel nostro Paese. A partire dai mezzi di informazione locali, sino ai mass media, generalisti, nazionali. Vengono evidenziate solo le criticità e non le positività che – devo dire – esistono. Eccome».
Che tipo di rapporti hai avuto con le associazioni di volontariato?
«Devo riconoscere che, in questi anni ,i rapporti non sono stati eccezionali. C’è collaborazione, ma molte associazioni mantengono un atteggiamento guardingo. Direi che ci sono ampi spazi di miglioramento. E sarebbe un bene per tutti».
Gianni Ghio chiude così l’intervista: «A una certa età è bene ritirarsi in buon ordine. Lasciando le cose il più a posto possibile. E così ritengo di avere fatto. Sono sereno…». Dal 2 febbraio 2026 nuovo presidente del Cda del Cssa Chieri è Enrico Maria Greco, consigliere comunale, a Chieri.
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LINK per saperne di più sul Cssa Chieri:
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