Disabilità. Regione Piemonte. Massimiliano Caramazza, in un anno, ha seguito direttamente 340 casi

TORINO – 22 febbraio 2026 – Ascolto, presenza costante sul territorio e attenzione alle storie personali. È questo il bilancio del lavoro di Massimiliano Caramazza, che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha voluto nel suo staff come collaboratore per affrontare i temi della disabilità e le difficoltà di queste persone ad accedere ai servizi.

 

A dodici mesi dall’avvio dell’incarico, Massimiliano Caramazza, 53 anni, affetto da sclerosi amiotrofica spinale, ha seguito direttamente 340 casi personali, interfacciandosi con enti locali, aziende sanitarie e realtà del terzo settore, con il costante supporto e in coordinamento con gli assessori regionali al Welfare, Maurizio Marrone e alla Sanità, Federico Riboldi. Un anno fa Caramazza era entrato a far parte della squadra del presidente dopo un post-appello scritto sui social e poi ripreso da alcuni giornali nel quale raccontava le difficoltà quotidiane delle persone con disabilità nell’accesso ai contributi, nell’ottenimento dei diritti, passando per tutte quelle barriere, architettoniche, burocratiche e amministrative, che quotidianamente devono affrontare. Da qui la richiesta del presidente di poter collaborare per provare a risolvere i tanti problemi aperti, grazie all’esperienza e allo sguardo personale di chi li affronta tutti i giorni. Un percorso che in questo primo anno ha permesso di intercettare difficoltà ricorrenti e di portarle dentro un confronto istituzionale per trovare soluzioni.

Alberto Cirio

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, puntualizza: «Abbiamo chiesto a Massimiliano Caramazza di darci una mano perché accanto alle nostre strutture tecniche che si occupano da sempre e bene di disabilità e assistenza, volevamo avere con noi una persona che avesse conoscenza diretta delle situazioni. Questo ci ha consentito di affrontare piccole situazioni che però sono grandissime per chi le vive e di cui la Pubblica amministrazione ha il dovere di farsi carico: in questo primo anno infatti abbiamo raccolto un patrimonio di ascolto e di conoscenza che oggi ci consente di lavorare meglio come istituzione. La Regione ha proprio questo compito. Cioè quello di ridurre le distanze e rendendo i percorsi più chiari, e questo è il metodo che vogliamo continuare a seguire: costruendo risposte sulla base dei bisogni delle persone».

Massimiliano Caramazza, spiega: «Questo incarico è nato dall’idea che per affrontare davvero il tema della disabilità servano prima di tutto ascolto, sensibilità e esperienza diretta. Stare sul territorio è stato fondamentale per capire dove i percorsi si interrompono e perché, anche quando i servizi esistono. La richiesta di supporto è molto alta e il riscontro che arriva dal mondo medico e amministrativo è incoraggiante. Il lavoro svolto in questo primo anno serve a creare le condizioni perché le risposte diventino più chiare, più coordinate e più vicine alle persone». Dal monitoraggio dei casi emerge infatti che la principale criticità deriva dalla difficoltà di orientarsi tra informazioni e competenze diverse, all’interno di procedure complesse. Accanto a questo, una parte significativa delle segnalazioni ha riguardato sovrapposizioni normative tra i vari livelli dello Stato, che possono generare rallentamenti e aspettative non sempre coerenti con le competenze della Regione.

Federico Riboldi

Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, sottolinea questo: «Il lavoro svolto con passione e professionalità da Caramazza è stato fondamentale per affiancare alle politiche pubbliche l’ascolto diretto delle persone e delle loro famiglie. I 340 casi seguiti non sono numeri, ma storie che ci aiutano a individuare criticità concrete nei percorsi sanitari, sociali e amministrativi e a migliorare l’integrazione tra i servizi».

Maurizio Marrone

Maurizio Marrone, assessore al Welfare della Regione Piemonte, chiude così i contributi: «Sto conoscendo e apprezzando Massimiliano come persona che unisce un carattere determinato, allergico ad ogni ingiustizia, con il necessario pragmatismo richiesto da una materia così delicata. Le qualità che servono alla squadra del welfare piemontese per lavorare al meglio».

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FONTE: nota stampa di Maria Chiara Giacosa, portavoce del presidente della Regione Piemonte