SANTENA – 2 maggio 2026 – Duecento persone delle parrocchie di Cambiano, Santena e Villastellone, ieri, 1° maggio, hanno partecipato al pellegrinaggio alla Basilica di san Giovanni Bosco. Sono arrivati a piedi, in bus, in auto e in moto.
Don Beppe Zorzan, parroco delle tre parrocchie di Cambiano, Santena e Villastellone, informa così: «Contavamo su 150 iscritti che avevano annunciato la partecipazione al pellegrinaggio, a piedi o in bus. Ieri al colle don Bosco sono arrivati molti di più. A fine mattinata, per il pranzo al sacco si sono ritrovati 200 parrocchiani. Oltre a quelli che hanno camminato, adulti e anziani sono arrivati al Colle don Bosco in bus e con le loro auto. Al colle qualcuno è arrivato in sella alle moto. A piedi siamo partiti alle ore 8:00 del mattino, dal parcheggio del cimitero di Chieri. A percorrere i 15 chilometri di distanza che separano Chieri dalla Basilica del Colle don Bosco i più svelti anno impiegato 4 ore, gli altri 5. Qualche gruppo si è anche smarrito. Alla fine sul colle don Bosco ci sono arrivati tutti, se pur con diversi punti di ingresso. Le persone in bus sono salite: alle 10:30 nell’area del peso di Villastellone; alle 10:45 nel parcheggio della centralissima piazza Martiri della Libertà, a Santena; ultima tappa per caricare, a Cambiano, in piazza Squassino. Poco prima delle ore 13:00 ci siamo ritrovati tutti sulla scalinata che conduce alla chiesa superiore della basilica di don Bosco. Per l’immancabile foto di rito».
Poi, alle 13, pranzo al sacco, seguito dalla messa, celebrata dal parroco don Beppe Zorzan, dal collaboratore don Marco Norbiato e da don Juan Orlando Hernandez, sacerdote che, da qualche mese, presta aiuto nelle tre parrocchie di Santena, Cambiano e Villastellone, dell’Unità pastorale 57 Santena-Trofarello. Don Beppe Zorzan aggiunge questo: «Anche quest’anno abbiamo voluto ripetete l’esperienza del pellegrinaggio dell’anno scorso, quando avevamo raggiunto la Basilica di Superga. Quest’anno, come meta, abbiamo scelto la Basilica di san Giovanni Bosco. I parrocchiani delle tre parrocchie ieri hanno potuto vivere questa positiva esperienza del pellegrinaggio. Le fatiche del cammino sono state offerte al Signore, per l’arrivo della Pace nel mondo. Non solo, durante la messa abbiamo letto il messaggio del cardinale Roberto Repole per la Festa del Lavoro, nella memoria liturgica di San Giuseppe Artigiano. Un messaggio rivolto ai lavoratori, agli imprenditori e alle loro famiglie. L’arcivescovo di Torino è stato chiaro: «Carissimi, faccio mie le parole di Leone XIV al corpo diplomatico: non basta parlare di pace, “occorre la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte”. La guerra ha radici nell’odio e nelle ingiustizie del mondo, ma è anche un grande business economico e sta spingendo sulla produzione delle armi, probabilmente oltre il bisogno di difesa da parte di un Paese come l’Italia. Allora fermiamoci, cari amici, e ragioniamo tutti insieme – istituzioni e cittadini, imprenditori, sindacalisti, famiglie – domandiamoci quali persone vogliamo essere, come vogliamo spendere le nostre esistenze e la nostra comunità: eravamo la città delle auto, vogliamo diventare la città delle armi? …». Il parroco Don Beppe Zorzan chiude: «Ieri i parrocchiani hanno potuto vivere una bella esperienza di pellegrinaggio. Da ultimo – dopo avere salutato come positivo e di buon auspicio per il futuro delle nostre comunità parrocchiali la presenza delle giovani e dei giovani – a nome delle tre comunità parrocchiali, ringrazio di cuore tutti coloro che si sono prodigati per la buona risuscita del pellegrinaggio. Obiettivo raggiunto».
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IMMAGINI: alcune foto sono state gentilmente fornite dai pellegrini.
FOTOCRONACA – Pellegrinaggio in 30 scatti







































