La Provvidenza ai tempi di Cavour e di Trump. Puntata 429

SANTENA – 14 maggio 2026 – Da Camillo Cavour a Pio IX, Paolo VI e Leone XIV. La questione sociale e l’emersione delle nuove categorie produttive. “Libera Chiesa in libero Stato”: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni deve “difendere” il Papa dalle offese di Trump.

L’attacco del Presidente degli Stati Uniti d’America al Papa non deve stupire. Gli Italiani sono avvezzi a queste cose fin dai tempi di Nerone, che fece martirizzare il primo Papa: San Pietro. Nel Medioevo e nel Rinascimento i conflitti tra Papi, Re e Imperatori si ripeterono. Nel Settecento il Leopoldismo in Toscana e il Giuseppinismo in Austria continuarono ad attaccare il potere temporale e l’universalismo sulla nomina dei vescovi nel tentativo di ridurre il Cattolicesimo a religione di Stato. Donald Trump, nei suoi “rimbrotti” contro Leone XIV, è per ora un agnello al confronto di Napoleone I che fece prigioniero nel 1809 papa Pio VII. Per non parlare di Camillo Cavour che fin dal 1861, con voto del Parlamento, indicò Roma come capitale dell’Italia unita, ben dieci anni prima dell’occupazione militare della Città eterna.  Gli Italiani, eredi di coloro che hanno fatto l’Unità insieme a Camillo Cavour sanno da millenni che in tempi di crisi e di trasformazioni i rapporti tra religione, politica e potere diventano crudi.

Duecento anni fa la rivoluzione tecnologica, scientifica, demografica e produttiva determinava nel Mondo processi per certi versi simili a quelli che Internet, l’Intelligenza Artificiale, le imprese spaziali e la globalizzazione producono oggi. Sull’onda dell’Illuminismo allora nacque l’Italia unita, figlia dell’incontro della società religiosa con la società civile che diede vita a uno Stato liberale necessario per affrontare l’emersione della questione sociale. Che imponeva l’adozione di riforme rivolte ai ceti emergenti produttivi (operai e imprenditori) e la creazione di uno stato sociale per evitare lo scoppio di rivoluzioni. La provvidenza era in piena attività. In campo scesero i Santi sociali e i politici: tra loro svettavano Don Bosco e Camillo Cavour. Significativo un colloquio sulla fine del potere temporale, tra Carlo Passaglia (una delle due persone che insieme a Diomede Pantaleoni trattava per conto di Camillo Cavour) e il cardinale Antonelli, il Segretario di Stato di Pio IX. Le parole sono riportate nell’ Annesso I alla lettera di Pantaleoni del 20 febbraio 1861, dove Passaglia esponendo all’Antonelli il progetto di conciliazione tra lo Stato e la Chiesa evidenziava come le perplessità della Santa Sede fossero superabili tenendo conto “Che dopo tanta mutazione sociale, nazionale e internazionale, le addotte eccezioni, sembravano perdere ogni loro forza”.

Nelle “Istruzioni intorno al modo di condurre le trattative”, allegate alla lettera di risposta del 21 febbraio 1861 Cavour insisteva sull’atto provvidenziale (divino) derivante dal principio di “Libera Chiesa in libero Stato” che favoriva gli interessi della Chiesa. Un atto provvidenziale di cui riconobbe la veridicità il Cardinale Montini, futuro Paolo VI, in Campidoglio il 10 ottobre 1962, il giorno prima dell’apertura del Concilio Vaticano II.  Le “Istruzioni” dicono chiaramente che solo il governo italiano poteva essere il garante del rafforzamento della sovranità spirituale della Chiesa e del Papato nel Mondo. E infatti la sovranità del Papato uscirà rafforzata dalla perdita del potere temporale. Per merito anche di decisioni volute da Pio IX e adottate nel corso del Concilio Vaticano I nel 1870. Mentre l’ormai inutile potere temporale giungeva al capolinea, Pio IX portava a casa due traguardi ben più significativi per il governo della Chiesa universale: l’approvazione dei dogmi dell’Infallibilità e del Primato del Vescovo di Roma. …E per Trump si spera nella Provvidenza.

Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 14 maggio 2026

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FONTE IMMAGINI: Pala Leone XIV, in apertura di post, fonte Agenzia di stampa Adnkronos. Per le altre due immagini di Papa Leone XIV, la fonte è Vatican News