Santena. Festa borgata Case Nuove 2026

SANTENA – 15 giugno 2026 – Domenica 14 giugno 2026 si è svolta la 18esima Festa di Case Nuove. Con inizio alle ore 10 il parroco don Beppe Zorzan con, a fianco, il collaboratore don Juan Orlando Hernandez, ha celebrato la messa nella chiesa della borgata santenese, dedicata al Cuore immacolato di Maria.

Tra le autorità presenti: Roby Ghio, sindaco di Santena; Paolo Romano, vicesindaco; Elena Benente e Marinella D’Agostino, due consigliere comunali della lista di minoranza Centro destra unito per Santena e Cetty Siciliano, consigliera comunale della lista di maggioranza Essere Santena. Ai lati della chiesa un gruppo di gonfaloni delle associazioni cittadine: Pro Loco Santena, Aido, Avo Santena; Coldiretti; Società sportiva San Luigi Santena; Associazione nazionale bersaglieri; Santi medici Cosma e Damiano.

Ad animare la messa il Coro della borgata Case Nuove – fondato da Elena Girotto -, diretto da Fiorenza Di Sciullo. Alle tastiere la giovane Maria Torretta, assistita da Fausto Boniello.

Durante l’omelia, il parroco don Beppe Zorzan  ha detto: «Il vangelo di Matteo riporta l’inizio della missione apostolica, affidata ai discepoli per portare avanti la sua missione. Una missione che continua oggi con i nostri vescovi, chiamati a custodire, tramandare e annunciare la Parola del Signore, per ricordare a tutti che il Regno di Dio si è fatto vicino a ogni uomo».

Il parroco ha aggiunto: «Oggi, anche noi dobbiamo essere apostoli, annunciatori. Non solo con le parole, ma soprattutto con la testimonianza, la coerenza, la credibilità della nostra vita. Siamo chiamati a rendere sacra la nostra vita. A imitazione di Gesù. Spendendola per gli altri. Dobbiamo fare della propria vita un dono agli altri. Oggi siamo chiamati a lasciarci interrogare. Cosa possiamo fare noi per la Chiesa, per la comunità parrocchiale, per il nostro paese? Vogliamo essere spettatori o vogliamo essere protagonisti? Vogliamo guardare il futuro con speranza ed essere costruttori o lasciare che tutto decada?».

Il parroco don Beppe Zorzan ha continuato così: «Le facce di chi oggi presta servizio in comunità o per il paese sono sempre le stesse. Con qualche ruga in più. Deve crescere il senso di condivisione nei confronti della Chiesa, della parrocchia, come del paese dove viviamo». Il don ha poi proseguito con questo esempio: «A fine anno catechistico ci siamo ritrovati con tutte le catechiste per il bilancio dell’anno. Per il prossimo anno non sappiamo se riusciremo a mantenere tutti i cammini formativi svolti quest’anno, Non ci sono catechiste a sufficienza. E mi sento di dire che quello che vale per la nostra parrocchia vale anche per le associazioni cittadine. Preghiamo il Signore perché anche noi possiamo sentirci apostoli, in questo nostro mondo, in parrocchia come nella comunità civile. Perché possiamo sentirci ed essere protagonisti della storia della nostra comunità parrocchiale come del comune dove abitiamo».

Durante la preghiera dei fedeli, tra le altre cose, si è ricordato il 50° anniversario della chiesa della borgata. Si è letto questo: “Nel 1976 per volere del capitano Baldassarre Tesio e del priore don Giuseppe Lisa, il cardinal Michele Pellegrino ha consacrato questa chiesa succursale, dedicata al Cuore immacolato di Maria. Ora, nel 50esimo anno, Signore Ti ringraziamo! Vogliamo ricordare i tanti sacerdoti che negli anni si sono alternati nella celebrazione, le suore, gli animatori.  Vogliamo ricordare i bambini, i genitori, gli anziani che frequentavano con entusiasmo. Signore, Tu sei presente e operante con la Tua Grazia anche oggi! Manda il Tuo Santo Spirito. Benedici la nostra comunità. Benedici tutte le famiglie della borgata di Case Nuove. Preghiamo”.

Al termine della messa, tutti i presenti si sono girati verso la statua della Madonna per cantare l’Ave Maria. Dopo la benedizione il sindaco Roby Ghio ha detto: «Case Nuove. È la mia borgata. Sono 51 anni che vivo qui». Poi ha aggiunto: «Grazie a tutti i presenti: cittadini, associazioni e coro. Grazie al parroco don Beppe». Poi il primo cittadino, con tanto di fascia tricolore ha aggiunto: «Santena è un po’ come un condominio. Le nostre tante borgate possiamo considerarle i tanti alloggi del condominio. A volte nel condominio si mettono tante pezze colorate. A tutta prima possono sembrare simpatiche, ma non armoniose. Spesso stonano rispetto a tutto l’intero condominio».

Roby Ghio ha aggiunto: «Il vero cambiamento è saper governare il nostro condominio. Siamo chiamati a mettere le tende giuste, al momento giusto. Santena è l’esempio di come la città – il nostro condominio – possa essere governato. Il cambiamento oggi è governato dall’integrazione e dal rispetto reciproco. Un progetto condiviso che fa crescere in modo positivo tutta la nostra magnifica città di Santena».

Con la messa e l’indirizzo di saluto è terminata la 18esima Festa della Borgata Case Nuove. Da un po’ di anni non si svolge più la processione per le vie attorno alla chiesa. Manca anche il rinfresco: nonostante le periodiche assicurazioni e annunci da parte degli amministratori della Regione Piemonte, come del Governo centrale, rispetto alla riduzione della burocrazia, per i comitati delle borgate cittadine non è facile rispettate i tanti dettami delle normative. E’ successo così anche per la recente festa della Borgata Trinità.