Santena. Concimi, Cavour e lo stretto di Hormuz. Puntata 433

SANTENA – 19 luglio 2026 Cavour fu il primo in Italia a importare il guano del Perù. Dallo Stretto di Hormuz transita un terzo del commercio mondiale di urea, fosfati di ammonio (MAP/DAP) e ammoniaca.  A Versailles il 15 giugno Trump ha firmato un accordo fasullo per il cessate il fuoco.


In pieno Risorgimento, a metà degli anni Trenta dell’Ottocento, Camillo Cavour si preoccupò di aumentare la produttività delle coltivazioni ricorrendo all’impiego di concimi naturali e chimici da affiancare alle tecniche tradizionali e al letame. Il concime per eccellenza allora era il Guano del Perù. Ne parlavano bene due scienziati che ebbe la fortuna di incontrare: Alexander von Humboldt, il grande naturalista e viaggiatore e Justus von Liebig, quello del dado per brodo, il chimico degli alimenti e dei fertilizzanti. Il Guano dava buoni risultati ma era caro per il costo di trasporto via nave. Nel 1845, mentre promuoveva la ferrovia Torino-Savigliano, Camillo Cavour ruppe gli indugi. Comprò direttamente, tramite la casa commerciale Melhuish-De La Rue, un intero carico di peruviano trasportato su una nave diretta a Genova.  I De La Rue, Hippolyte e Emile, ginevrini, erano suoi amici e confidenti, in più avevano una banca a Genova, la città del porto, che con il Canale di Suez e il Tunnel del Frejus sarebbe diventato il più importante del Mediterraneo. Una parte del guano fu venduta ad amici e conoscenti, l’altra fu provata a Grinzane, a Leri e nell’amata Santena. Significativa è la lettera a William De La Rive e al chimico James Johnston del 3 marzo 1847 a cui chiedeva di  trovare un fertilizzante che aumentasse la produttività degli asparagi santenesi. I risultati effettivamente erano buoni al punto che Cavour pensò di fabbricare al Lingotto concime chimico utilizzando ossa, sangue, scarti di animali, panni di lana e altre sostanze minerali. Per farlo costituì una società con due industriali del settore: Rossi e Schiaparelli. I risultati non furono eclatanti ma ci ricordano gli inizi della chimica in Italia. Chimica che con la meccanizzazione e l’immissione di piccoli e medi proprietari sosteneva la rivoluzione dell’agricoltura. Resta il fatto che a metà Ottocento i fertilizzanti diventarono indispensabili per lo sviluppo sociale come lo sono ora.

Oggi ciò che accade in quel gomito idraulico di Hormuz ricorda per certi aspetti la storia dei nostri antenati contemporanei di Camillo Cavour e la questione dell’Indipendenza. Dallo stretto non passano solo gas e idrocarburi. Ma anche i concimi indispensabili alla produzione del cibo e all’autonomia alimentare. L’aumento enorme dei prezzi dell’urea, dei fosfati (MAP/DAP), conferma quanto una guerra sia in grado di cambiare gli equilibri mondiali. Hormuz ha fregato gli Stati Uniti e con loro l’Europa. E adesso non sarà più come prima. Dopo l’accordo di Versailles, Usa e Europa stanno scoprendo di avere nell’era Trump interessi sempre più divergenti nel Medio Oriente, in Ucraina, in Russia e nel resto del Globo. Cosa che preoccupa alquanto i nostalgici di Camillo Cavour e di De Gasperi.

Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 19 luglio 2026
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IMMAGINE di apertura, fonte: wikipedia