Gruppo imprese Chieresi: «Bene il passo avanti sul progetto Gronda Est», «Avanti con lo svincolo A21 al Masio»

CHIERI – 29 settembre 2026 – «Le aziende e i lavoratori hanno bisogno di una rete di infrastrutture e trasporti che permettano al nostro territorio di essere competitivo». Così Dario Kafaie, presidente del Gic, Gruppo imprese Chieresi, interviene nel dibattito legato alla Gronda Est, soluzione strategica che permetterebbe di chiudere l’anello viario dell’area torinese intorno al capoluogo, mettendo in collegamento A21 a sud e A4 a nord.

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Dario Kafaie
, presidente del Gic, informa: «In questi giorni il tema della Gronda è tornato di attualità, dopo il confronto tra sindaci avvenuto in Città Metropolitana. Osserviamo con piacere che diversi Comuni, tra cui Chieri, si sono detti favorevoli a questo progetto, che permetterebbe di superare una forte criticità infrastrutturale oggi presente, a causa del manco collegamento nord-sud, e che penalizza tutto il territorio, a partire dal settore produttivo». Il presidente del GIC rilancia, da subito, «la realizzazione di uno svincolo dell’autostrada A21 in località Masio a Poirino, progetto già sostenuto dalle imprese e dai Comuni dell’area. «In attesa della possibile maxi-opera, questo svincolo rappresenta un intervento più rapido, mirato e di sicuro impatto positivo per ottimizzare i flussi di traffico, togliendo migliaia di mezzi pesanti dalla viabilità ordinaria, peraltro con gli oneri a carico del concessionario autostradale. Andrebbe inoltre a rappresentare un primo e fondamentale “tassello” della Gronda, ovvero l’innesto del futuro tracciato con l’autostrada Torino-Piacenza».

Dario Kafaie

Dario Kafaie, presidente del Gic, continua accogliendo anche «le diverse perplessità di carattere ambientale emerse in anni di dibattito intorno all’opera. Rispetto al progetto oggi sul tavolo, vedo rischi e opportunità che il decisore politico dovrà bilanciare. La Gronda Est dovrebbe infatti servire ad aumentare la sicurezza stradale e agevolare la logistica delle imprese e la viabilità degli 140.000 abitanti del Chierese, ma non deve diventare una scorciatoia bypass per i flussi autostradali, dato che non rappresenta un prolungamento della tangenziale. Per quanto concerne il rischio ambientale è innegabile che un intervento come questo comporti del consumo di suolo e che debba essere studiato a fondo per evitare altre criticità, anche paesaggistiche e faunistiche. Però, anziché trincerarsi dietro un “no” ideologico e senza sbocchi, si deve ragionare su un modello di compensazioni che permetta un doppio passo in avanti dal punto di vista della tutela del territorio». Tra le proposte avanzate dal presidente del Gruppo imprese Chieresi c’è quella di mettere a punto una “riserva strategica” di suolo non edificabile nell’area collinare interessata dalla Gronda: «all’interno dei meccanismi già previsti dal PTR, Piano territoriale regionale, Piemonte e dalla pianificazione metropolitana, occorre individuare un pacchetto di interventi sovracomunali che sia proporzionato alla superficie e al valore ecologico del suolo trasformato. In particolare, una quota delle compensazioni dovrebbe essere destinata all’acquisizione, alla tutela o alla rinaturalizzazione permanente di aree della collina torinese, individuate attraverso un disegno unitario a livello territoriale. L’obiettivo, attraverso l’ampliamento e la connessione delle aree protette esistenti e l’individuazione di nuovi ambiti da sottoporre a tutela, è costruire un sistema collinare integrato che impedisca ulteriore consumo di suolo e rafforzi la rete ecologica. In questo modo le compensazioni della Gronda non servirebbero soltanto a mitigare l’impatto dell’opera secondo quanto prescritto dalle normative in essere, ma diventerebbero uno strumento concreto per garantire che una parte significativa della collina resti libera dalla cementificazione anche in futuro».

Infine, il Gruppo Imprese Chieresi pensa anche alla mobilità di cittadini, studenti e lavoratori, ritornando sul progetto di riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale dell’intero territorio, proposto proprio dal GIC nei mesi passati ma, di fatto, ignorato da gran parte dei Comuni, Chieri in testa. Dario Kafaie, presidente del Gic, si domanda retoricamente: «A oggi, nel Chierese, qual è l’alternativa all’automobile per spostarsi e per raggiungere il posto di lavoro oppure l’ospedale? Mettere a punto un TPL, Traffico pubblico locale, efficiente ed efficace resta la strategia da perseguire, ma anche questo deve essere studiato a livello di area vasta. Una visione che, finora, è mancata alla maggioranza delle Amministrazioni locali, anche a molte di quelle che oggi si oppongono alla Gronda Est».  Dario Kafaie, chiude così: «Come GIC, Gruppo imprese chieresi, continueremo a batterci per il potenziamento organico del Trasporto pubblico in tutto il Chierese e per dimostrare che sostenibilità e competitività possono – e devono – andare di pari passo nella stessa direzione».
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FONTE della notizia: Francesco Rasero, Ufficio Stampa Gruppo Imprese Chieresi