SANTENA – 29 settembre 2026 – Tra Garibaldi, Cavour e il beato Teresio Olivelli il 3-4 ottobre 2026 i volontari dell’ANA, Associazione nazionale alpini, ricordano il 95° dalla fondazione. Un’associazione che con altruismo ha segnato la vita della comunità e oggi si misura con il declino dell’Europa, le guerre digitali, il cambiamento climatico e l’integrazione dell’immigrazione.
Nel 1859 gli Austriaci avevano timore della loro forza. Consci del pericolo costituito dai volontari, imposero a Cavour di sciogliere immediatamente i Cacciatori delle Alpi che Garibaldi stava arruolando. Cavour naturalmente non lo fece e così l’Imperatore di Austria e Ungheria dichiarò la Guerra. Il 27 aprile 1859 iniziava la seconda Guerra di Indipendenza che apriva la corsa verso l’Unità d’Italia.
Quei volontari erano affini agli Alpini. Persone del popolo, come certifica il fondo conservato all’Archivio di Stato di Torino e pubblicato dal Professor Pierangelo Gentile dell’Università di Torino. L’elenco degli 8.000 sottufficiali, caporali e soldati conferma che la stragrande maggioranza erano sudditi del Regno del Lombardo-Veneto. Bergamaschi, Bresciani e Milanesi di professione tessitori, falegnami, contadini, boscaioli, giornalieri, servitori, macellai, studenti, commessi, ragionieri, incisori, trombai, tipografi, mulinai, sellai, fonditori, calzolai, pastai, macchinisti, scritturali, cocchieri, osti, camerieri. Giovani avvezzi al lavoro e quindi alla produzione di ricchezza della comunità, che volevano la Costituzione del 1848 a garanzia dei loro diritti e doveri. Il cappello con la penna nera. Le montagne come zona operativa delle battaglie e la provenienza territoriale dei volontari hanno fatto dei Cacciatori delle Alpi i precursori degli Alpini.

I volontari garibaldini dell’Ottocento sono i progenitori degli attuali. Tutt’altro che pacifisti, erano pronti a imbracciare le armi per difendere l’indipendenza della patria dalle ingerenze straniere. Poi, dopo la II guerra mondiale, c’è stata la svolta del soccorso e della protezione civile. Indimenticabile nel 1976 è stato il sostegno del gruppo Alpini di Santena nella ricostruzione di Gemona. La città sul Tagliamento, tra Udine e Villach, sulla strada percorsa dal santenese Camillo Cavour durante uno dei più importanti suoi viaggi di formazione e di lavoro. Quello del 1836 nel Lombardo-Veneto, terra nemica, che ebbe il suo apice a Trieste: il porto mediterraneo dell’Impero Austro-Ungarico, la città della Valigia delle Indie, delle Assicurazioni Generali, del Lloyd Triestino.
Il 95° della locale sezione ANA aiuta a riflettere. L’anno di fondazione, il 1931, è significativo. Si era nel 9° dell’era fascista. Due anni dopo la firma dei Patti del Laterano e due anni prima della conquista del potere dei Nazisti hitleriani in Germania. Si viveva in pieno clima nazional-socialista alimentato dai reduci della prima guerra mondiale, dal sangue dei caduti, dalla voglia di conquistare un impero coloniale, dal mito del corporativismo, dall’incapacità di Liberali, Cattolici, Radicali, Socialisti, Repubblicani di trovare un accordo per arginare la deriva antidemocratica del Fascismo.
In quel 1931 troviamo tra i fondatori Tommaso Rossi. L’amministratore che Giovanni Visconti Venosta –l eader antifascista erede di Cavour e figlio del Commissario di Governo sul fronte dei Cacciatori delle Alpi nel 1859 – inviò a Santena per governare quello che dal 1861 è uno dei luoghi più delicati e preziosi della memoria patria. Sul quale era puntata, nella sua ossessione anti-cristiana, anti-liberale e anti-cavouriana, l’attenzione di Mussolini. Un luogo oggi indispensabile per riflettere sul futuro dell’Europa, sulle sfide dell’intelligenza artificiale e sul nuovo assetto geopolitico mondiale.
Questi 95 anni sono la nostra storia. Con la tragedia della prima e della seconda guerra mondiale. Il secondo Risorgimento, frutto della guerra di Liberazione combattuta dai volontari contro l’occupazione nazista dal 1943 al 1945. E poi la nascita col Trattato di Roma dell’Europa Unita e dell’Euratom. Il 50° degli aiuti ai terremotati di Gemona e il 32° degli aiuti che Gemona restituì ai Santenesi dopo l’alluvione del 1994. L’altruismo fuso con il volontarismo che caratterizza le missioni dell’Ospedale all’estero e in Italia. Senza dimenticare il “Volo su Santena” e l’opera per la tutela dell’ambiente, del territorio, del patrimonio culturale e del Banna realizzata con le scuole e le altre associazioni di volontariato, compresi gli Amici di Camillo Cavour.
Grazie Alpini per il vostro altruismo.
Gino Anchisi
da Santena, la città di Camillo Cavour, 29 settembre 2026
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LINK info immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_bacio_(Hayez)

