SANTENA – 8 settembre 2026 – Il 20 settembre tutti al Castello Cavour per la consegna a Ernesto Olivero del Premio camillo Cavour 2026. Il fondatore del Sermig, rappresenta l’attualità e la continuità dell’opera dei santi sociali. In questo post si parla di Bartolo Longo, il laico santo sociale, in relazione con i santi Giuseppe Marello, Don Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo, Maria Mazzarello e con la famiglia Alfieri-Cavour-Visconti Venosta.


Pompei ha finalmente deciso. San Bartolo Longo (1841-1926) il 5 ottobre diventa il patrono della città del Vesuvio e del Santuario pontificio della Beata Vergine del Rosario. Una scelta piena di significati che rende onore ai nostri antenati a conferma del forte ruolo svolto dai Cattolici nel processo di costruzione dell’Italia unita. Longo è uno dei protagonisti della riforma che vide la Chiesa cattolica affrontare la questione sociale esplosa nella Penisola nel XIX secolo. Per Santena e per il Piemonte la sua opera conferma la validità delle relazioni che con l’unificazione si crearono tra il Nord e il Sud Italia. Significativa in proposito è la presenza dei Salesiani e delle suore di Maria Ausiliatrice in Sicilia, fin dal 1879. Bartolo e sua moglie, la contessa Marianna Farnararo De Fusco, avevano grandi capacità organizzative e imprenditoriali, sorrette dalla capacità di guardarsi intorno per affrontare al meglio il contesto in cui si trovavano a operare.
Nel 1885, due mesi dopo il loro matrimonio, Bartolo Longo, visitò San Giovanni Bosco a Valdocco, ebbe un incontro con Leonardo Murialdo e fece tappa ad Asti da Giuseppe Marello, sacerdote di notevoli capacità apprezzate da Leone XIII. Per la verità il Papa della Rerum Novarum conosceva profondamente i due. Fu Lui a consigliare alla ricca e vedova contessa Marianna e a Bartolo di contrarre matrimonio allo scopo di mettere fine alle maldicenze che circolavano sul loro rapporto. Il 10 giugno del 1885 Marello illustrò le opere del Michellerio, di Santa Chiara e dei Giuseppini di Asti. L’incontro tra i due santi sociali, uno laico e l’altro presbitero, dimostra come la questione sociale fosse il tema che univa l’Italia. Dall’inizio del secolo l’emersione delle nuove categorie sociali era infatti al centro dell’attenzione dei Cattolici che con la loro azione stavano impostando il nascente stato sociale in concorrenza, in collaborazione e in competizione con i Liberali, i Democratici, i Radicali, i Repubblicani e i Socialisti. Tra questi sul versante della società civile e del liberismo c’era in prima linea la famiglia Alfieri-Cavour-Visconti Venosta che con il cattolicesimo transigente cercava di arrivare alla conciliazione tra lo Stato e la Chiesa.

Per capire la portata dei personaggi in campo significative sono le date. Nel 1869 Marello e il futuro Leone XIII si conobbero a Roma, nelle stanze del Quirinale, durante il Concilio Vaticano I. Nel 1871 Emilio Visconti Venosta fece la Legge delle Guarentigie. Nel 1877 fu approvata la Legge Coppino per l’istruzione elementare gratuita e obbligatoria. Nel 1878 Leone XIII divenne Papa. Nel 1885 Bartolo fece visita a Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo e Giuseppe Marello. Nel 1888 moriva a Santena Giuseppina Benso di Cavour, nipote del grande Camillo, moglie di Carlo Alfieri, suocera di Emilio Visconti Venosta, amica di Alessandro Manzoni, l’autore de “I Promessi Sposi”, il romanzo dei cattolici italiani. Nel 1889, un anno dopo la morte di Don Bosco, Leone XIII scelse Giuseppe Marello come vescovo di Acqui Terme, la diocesi dove sono nate le suore di Maria Ausiliatrice fondate da Maria Mazzarello.
La festa per la sua nomina fu organizzata da Adele Alfieri, figlia di Giuseppina nel parco del Castello di San Martino Alfieri alla presenza di tutta la popolazione. Nel 1891 Leone XIII promulgò finalmente la Rerum Novarum. Nel 1893 il vescovo Marello restituì la visita a Bartolo Longo. L’incontro fu anticipato dalla celebrazione della messa nel Santuario della Beata Vergine del Rosario. La chiesa che vediamo su TV2000, nel cui giardino oggi spiccano le statue di due santi sociali Piemontesi: Giuseppe Marello e Luigi Orione entrambi legati nella loro missione a Adele Alfieri.
Gino Anchisi,
da Santena, la città di Camillo Cavour, 8 settembre 2026
