GRINZANE CAVOUR – 22 aprile 2026 – Presentata la Campagna produttiva 2026 degli asparagi e il programma della Sagra dell’asparago di Santena 2026. L’evento si è svolto al Castello di Grinzane Cavour, sito Unesco, patrimonio dell’Umanità.
L’iniziativa si è tenuta lunedì pomeriggio 20 aprile 2026. E’ stata organizzata: dall’Associazione amici della Fondazione Cavour; dalla Fondazione Camillo Cavour Santena; dalla città di Grinzane Cavour, dalla città di Alba; dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour Castello di Grinzane Cavour; dall’Associazione produttori asparago di Santena e delle Terre del Pianalto. L’evento è cominciato nella Sala delle Maschere ed è stato moderato da Marco Scuderi, direttore Enoteca regionale Piemontese Cavour. A seguire sono intervenuti: Roberto Bodrito, presidente Enoteca regionale Piemontese Cavour; Elena Grimaldi, assessora di Grinzane Cavour; Caterina Pasini, vice sindaca di Alba; Domenico Tosco, presidente Pro Loco Santena; Agostina Genero, la presidente dell’Associazione produttori asparago di Santena e delle Terre del Pianalto; Massimo Biloni, direttore di Ires, Centro di ricerca italiano che sviluppa varietà di riso innovative; Roby Ghio, sindaco di Santena e già presidente del Distretto del cibo del Chierese-Carmagnolese; Luigi Cabutto, storico, autore, già sindaco di Grinzane Cavour; Gino Anchisi, presidente dell’Associazione Amici della Fondazione Cavour; Alberto Gatto, sindaco di Alba.
Tema della relazione di Gino Anchisi “I cattolici e i santi sociali, tra Ottocento e Novecento, in Langhe, Roero e Monferrato”. Gino Anchisi ha raccontato come «Le Langhe, il Roero e il Monferrato siano stati, tra Ottocento e Novecento, un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo di un cattolicesimo fortemente impegnato sul piano sociale. In un contesto segnato dalla povertà rurale, dall’emigrazione e da profonde trasformazioni economiche e sociali, i cattolici e i cosiddetti “santi sociali” seppero rispondere ai bisogni delle comunità dando vita a un’azione concreta e diffusa di solidarietà, educazione e assistenza, lasciando un’impronta duratura sul territorio. Attraverso parrocchie, opere caritative, scuole, cooperative e associazioni, la Chiesa ha svolto un ruolo fondamentale nel sostenere le fasce più deboli della popolazione e nel rafforzare il tessuto comunitario dei territori. Un impegno che ha lasciato un’eredità duratura, contribuendo a costruire un modello di coesione sociale e di attenzione al bene comune che ancora oggi caratterizza queste terre». Gino Anchisi ha terminato l’intervento con questa notizia: «Quest’anno il Premio Camillo Cavour 2026 verrà assegnato a uno dei prosecutori attuali dell’opera dei santi sociali piemontesi. Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, Servizio Missionario giovani».
In chiusura degli interventi, le foto di rito con le autorità che tenevano tra le mani i classici mazzi di asparagi, sapientemente preparati da Giovanni Sacchetto, asparagicoltore Santenese. I presenti si sono poi spostati in un’ampia sala, sita nel seminterrato, per la degustazione, a base di asparagi, riso, nocciola Piemonte e vini dell’enoteca regionale. Ai fornelli la chef Elena Capello e il suo staff, de La Locanda del Cont, sita in via Tana, al civico 5, a Santena. Questo il menu presentato. Antipasto: insalatina di asparagi con scaglie di parmigiano, olio e limone. Primo: Riso Gran Cavour con asparagi. In tutto sono stati utilizzati sei chilogrammi di Riso Gran Cavour, coltivato da Ires, Cascina Montarsello, Nibbiola (NO). Questo riso nasce dall’unione tra eccellenti varietà italiane e risi asiatici aromatici. Si distingue per il chicco molto grande e per il suo profumo. Di secondo c’erano fioroni di asparagi con due salse: senape e miele e salsa provenzale aioli, a base di maionese. In tutto per la degustazione sono stati preparati e cucinati 15 chilogrammi di asparagi e 12 chili di asparagina, delle asparagiaie di Crivello Maria, di Carmagnola. In chiusura la torta alle nocciole dell’azienda agricola bio Alta Langa. Sono stati serviti vini dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour: Barolo Ravera di Monforte; Nebbiolo D’Alba; Langhe Riesiling; Roero Arneis; vino spumante metodo classico Millesimato. In tutto sono state stappate una ventina di bottiglie. Immancabili, ad accompagnare gli asparagi i grissini rubatà dello storico grissinificio santenese Feyles che, da poco più di un anno, ha una nuova sede, a Cambiano.
La presentazione della campagna produttiva degli asparagi 2026 e del programma della Sagra dell’asparago di Santena, come consuetudine, ha dato il via alle tappe di avvicinamento della Sagra che la città di Santena, dedica al pregiato turione, definito “Re della tavola di Primavera”. Quest’anno, la 93esima edizione della Sagra è in agenda dal 15 al 24 maggio 2026. All’evento a Grinzane Cavour, tra gli altri, la pattuglia di amministratori della città di Santena. Oltre al sindaco Roby Ghio, presenti il vice Paolo Romano, l’assessora Silvia Migliore e le consigliere Debora Dello Monaco e Fiorenza Di Sciullo. Per l’Associazione amici della Fondazione Cavour, oltre al presidente Gino Anchisi, erano presenti il vice presidente Ugo Baldi e alcuni componenti del direttivo. Per la Pro Loco Santena, oltre al presidente Domenico Tosco, presenti Paolo Brancatelli e Maria Teresa Cavaglià, Bela Sparsera storica, personaggio folcloristico di Santena. Presente anche Gian Franco Bordin, presidente dell’Unitre Santena-Cambiano, anche qui con alcuni componenti del direttivo. Presente anche Agostina Genero, che da due anni guida l’Associazione produttori asparagi di Santena e delle Terre del Pianalto.




























































