Santena, Pino Falcocchio lascia il Pdl e confluisce nel Gruppo misto di maggioranza

SANTENA – 21 gennaio 2010 – Pino Falcocchio lascia il Pdl per confluire nel Gruppo misto di maggioranza. Le ragioni di questa scelta le spiega il protagonista nell’intervista che segue.

Pino Falcocchio
Pino Falcocchio

Falcocchio, come è arrivata questa decisione?

«Venerdì scorso, 15 gennaio – afferma Pino Falcocchio – ho scritto quattro righe al sindaco in cui gli anticipavo la mia decisione di sospendermi dal gruppo del Pdl per confluire nel Gruppo misto di maggioranza. Nella missiva ricordavo a Nicotra che era perfettamente inutile spiegare le ragioni della mia decisione perché sono a lui ben note. Nella lettera gli ricordavo anche che, in politica come nelle relazioni interpersonali, non vige il principio dell’intercambiabilità. Con tale affermazione volevo significare che le persone non si contano per il numero, ma per quello che valgono, rappresentano o hanno rappresentato. Il sindaco Benny Nicotra non mi poteva paragonare alla stessa stregua di Massimiliano Miano. Nei giorno scorsi infatti il sindaco a me e a Miano ha detto: “E’ disponibile un solo assessorato e voi siete due. Decidete voi, per me è uguale”. Una frase inammissibile alla luce dei 16 anni che ho passato come assessore in coalizioni di centro-destra e a fianco di Nicotra».

Pino Falcocchio aggiunge: «Ieri, mercoledì 20 gennaio, ho formalizzato la decisione di lasciare il gruppo consiliare del Pdl,  comunicando questa mia decisione a Santino Cascella. Nel prossimo consiglio comunale, previsto a breve, comunicherò all’aula la mia nuova collocazione che, ovviamente, sarà nel Gruppo misto di maggioranza».

Falcocchio continua così: «La sfiducia arrivata in consiglio mi è piombata sulla testa perché mi sono trovato in mezzo a un regolamento di conti. Come già detto in precedenti occasioni, non ero sicuramente io l’obiettivo principale; questo l’ha ammesso la maggior parte dei consilieri che mi hanno votato contro. La mia sfiducia è arrivata con l’intenzione di colpire e indebolire il sindaco. Siamo andati al voto con tre problemi spinosi sul tappeto: i contributi previdenziali del sindaco, la destinazione dei terreni della Masseria e il progetto outlet. Molti consiglieri, anche di maggioranza, non hanno avuto il coraggio di puntare direttamente al sindaco e hanno ritenuto di esprimere malessere e malumori impallinandomi».

Se è così perché prendere la decisione di lasciare il Pdl?

«Non avevo alternativa. Il Pdl presente in consiglio comunale a Santena oggi non corrisponde assolutamente più alle aspettative dei cittadini che hanno votato questa coalizione di centro-destra. Nessuno di noi ha un vincolo di mandato, però non esiste neanche l’obbligo di ribaltone o di voltabandiera. A livello locale spesso si critica il trasformismo praticato da tanti parlamentari, ma poi molti di noi fanno uguale. Io non sono così. Ho inteso dire no a ricatti e imposizioni. E’ davvero strano che la nomina di Miano a settimo assessore sia arrivata due giorni prima della possibile caduta dall’amministrazione».

Falcocchio aggiunge: «Io, con i miei elettori, ho preso un impegno che intendo mantenere. E’ un impegno serio; loro mi hanno concesso fiducia, da 16 anni. Io sono onorato di poter portare avanti il mandato che mi hanno conferito. Continuerò a ricoprire il ruolo di consigliere comunale, ma non mi riconosco più nel gruppo del Pdl presente in consiglio».

«Tutto quanto successo a Santena – conclude Pino Falcocchio –  non gioverà alla città. Questa tornata amministrativa sta proseguendo in modo tutt’altro che ottimale. Le vicende che ruotano attorno al sindaco sicuramente avranno ripercussioni molto negative sul Pdl. Le regionali sono dietro l’angolo. Detto ciò io ritengo che la vicenda non sia affatto chiusa. Per me i conti sono solo sospesi. Gli organi provinciali e regionali del Pdl, prima o poi, dovranno anche prendere una posizione chiara in merito alle vicende santenesi. Chiudo ricordando che non è escluso che altri componenti del Pdl seguano la mia decisione».

Con la decisione di Falcocchio la geometria partitica del consiglio comunale è nuovamente cambiata. Benny Nicotra può sicuramente contare sugli uomini del Pdl: il capogruppo Francesco Migliore, Paolo Mosso, Giovanni Giacone, Domenico Trimboli, Ezio Gaude, Giovanni Bergoglio. Un voto sicuro è quello del neo assessore Massimiliano Miano, componente del Gruppo misto di maggioranza. Appoggiano il sindaco anche i due leghisti, la capogruppo e assessora Patrizia Borgarello e il consigliere Beppe Maggio. Ma l’appoggio della Lega è già meno sicuro. Patrizia Borgarello, spiega: «La Lega è e sarà un fedele alleato di Benny Nicotra e del Pdl», ma subito dopo aggiunge «Potremo riconsiderare il nostro comportamento e quindi il patto di coalizione solo alla luce di eventuali fatti nuovi che possano far venire meno il nostro rapporto di fiducia». Ancora Borgarello aggiunge: «Alla Lega piacerebbe però anche capire chi sono i reali interlocutori del Pdl. Oggi facciamo un po’ di difficoltà a capire come stanno le cose». E qui il riferimento della capogruppo della Lega Nord a palazzo Visconti Venosta è chiaro: a Santena la situazione per il Pdl è paradossale. Francesco Migliore guida il gruppo del Pdl che oggi può contare su sette elementi. Sempre a Santena un altro gruppo, Progetto Santena, è guidato da Edoardo Tamagnone dirigente del Pdl a livello sovra comunale. Sempre dalle fila del Pdl proviene Walter Mastrogiovanni, altro esponente di Progetto Santena. Sin qui le singolari contraddizioni degli uomini del Pdl presenti in consiglio comunale contemporaneamente in maggioranza e all’opposizione.

Continuiamo con la geografia politica del consiglio comunale. Assai meno certi per il sindaco Benny Nicotra sono i voti degli altri due neo arrivati nel gruppo misto di maggioranza, Giovanni Tosco e Pino Falcocchio. Tosco ha parlato chiaro: «Nicotra farà bene a non dare per scontato il mio voto; dovrà convincermi punto per punto».

Sicuramente non appoggiano il sindaco i tre consiglieri dell’Unione centrosinistra – Ferragatta, Siciliano e Martini – i due consiglieri di Insieme per Santena – Domenico Galizio e Tommaso Elia – e il consigliere dell’Udc Roberto Ansaldi. Sono all’opposizione anche i tre esponenti di progetto Santena, il capogruppo Edoardo Tamagnone, Walter Mastrogiovanni e Santino Cascella.

Alla luce di questa situazione il sindaco può quasi sicuramente contare sui sette voti del Pdl, sul voto di Miano: in tutto sono otto, pochini. Un po’ meno sicuri, ma abbastanza garantiti sono i voti dei due leghisti che consentono al sindaco di arrivare a quota 10. Gli altri due voti per arrivare e superare quota undici – che rappresenta la maggioranza del consiglio comunale – sono quelli di Tosco e Falcocchio, due esponenti che il sindaco dovrà convincere voto per voto.

L’opposizione può sempre contare sui tre voti di Progetto Santena e sui sei dei tre gruppi che sono sempre stati all’opposizione della Giunta Nicotra-ter: in tutto le minoranze totalizzano nove voti. L’ultima campagna acquisti per il sindaco Nicotra è stata non proprio buona: dall’opposizione è arrivato Miano, ma dal Pdl si sono allontanati Tosco e Falcocchio. In Consiglio comunale a ogni votazione il sindaco rischierà di andare sotto. Il prossimo Consiglio è previsto già la prossima settimana: pochi giorni e la nuova maggioranza avrà un primo collaudo.

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